martedì 30 giugno 2015

La Grecia dice NO alla dittatura della Troika!





I fatti li conosciamo. Dopo un lungo tira e molla tra Grecia ed Unione Europea, le trattative hanno subito un brusco stop. D'altronde non era difficile immaginare che un partito dal basso come Syriza, non avrebbe mai accettato le pretese oltraggiosamente umilianti avanzate dalla UE per continuare a finanziare aiuti e soldi.

Tsipras, si chiede come mai l'Europa aumenti sempre più le pretese sugli stati come la sua Grecia. "Vogliono in realtà togliere la speranza, far entrare gli stati in un giro vizioso dell'Euro".
"...con misure troppo pesanti da accettare, misure che qualsiasi Stato avrebbe difficoltà a rispettare".

In effetti tra le richieste proposte da Juncker e Merkel, c'era ad esempio togliere il bonus alle pensioni minime o aumentare l'IVA sul turismo dal 6% al 23%, facendo rincarare l'unico settore competitivo dell'industria greca a livello internazionale.
Ma ad essere prese di mira sono state anche le pensioni di anzianità tutt'ora fissate ad una età dignitosamente umana, ma che per la Troika andrebbero alzate a 67 anni, come nella maggior parte dell'Unione.
E se qualcuno storcesse il naso ripensando agli sprechi e agli errori commessi dai politici greci pre-Syriza, non è in ogni caso giusto che siano sempre i cittadini a pagare i loro errori.

Considerando che la Grecis influisce solo per il 2% sul PIL europeo, la Troika poteva chiudere un occhio e concedere il dilazionamento dei debiti con trance più esigue, ma forse la verità di questa linea dura è far cadere proprio Syriza, un governo antieuropeista e comunista che è scomodo per le politiche di questa Europa repressiva e capitalista.

Questa Europa che, ha mostrato di non essere quella comunità di stati alleati che si aiutano come nello spirito della CEE e la questione greca, ha finito per smascherare definitamente gli intenti dei leader che la guidano.
Repressione, poteri alle banche, depauperazione dei ceti più deboli, costo del lavoro quasi a livello da paesi-in-via-di-sviluppo e poi come ha detto sempre Tsipras "L'Europa vuole umiliare il popolo greco".

Il Presidente della Commisione Europea Juncker, ha affermato riguardo al rifiuto greco di non accettare il "piatto di fave", che "Hanno vinto i tatticismi e i populismi, ma l'Eurozona non è una partita a poker". Davvero molto duro ed incomprensibile nei confronti di uno stato che è grande quanto due regioni italiane ed ha appena 10 milioni di abitanti. Più fatalista invece è stata il cancelliere tedesco Angela Merkel che ha dichiarato come "Se l'euro fallisce, l'Europa fallisce".

E mentre la Grecia si prepara al referendum popolare indetto per il 5 luglio, l'Europa ed il mondo intero tremano per l'esito. Persino il Presidente Obama da Washington ha detto che sarebbe necessario rinegoziare il debito con Atene, ma pare che ormai a decidere sarà il popolo, come sempre dovrebbe essere.
Molti cittadini intervistati per le vie di Atene hanno detto: "Per entrare in questa Europa, nessuno ci chiese il nostro parere, ed adesso se restare ed uscire, decideremo noi".
Dopo un quindicennio di politiche fallimentari per l'Eurozona e spesso antidemocratiche, pare che la decisione di Tsipras di interpellare il popolo sia la più giusta.
Anzi, con un po' di enfasi, pare che qualcuno abbia finalmente applicato la "democrazia diretta", nata proprio in Grecia e messa da parte per due millenni da tutti i governati del pianeta.

E mentre la data del 5 luglio si avvicina, migliaia di cittadini greci si ritrovano in piazza di fronte al Parlamento per cantare "Bella Ciao", respirando forse l'aria di liberazione dalla Troika.
Non è servito nemmeno l'ultimo disperato tentativo di Juncker di addolcire le terribili pretese: la Grecia allo scadere del 30 giugno non pagherà la rata di 1,3 miliardi di euro al FMI e sarà considerata insolvente, avviando tutta una serie di procedure.
Il futuro della Grecia in default non sarà rose e fiori ma, se poi arrivassero gli aiuti dai BRICS con la neonata Banca dei Paesi in Via di Sviluppo, allora forse, la Grecia potrebbe rinascere.

a cura di Vito Di Paola

giovedì 4 giugno 2015

Elezioni Regionali 2015: l'analisi
















Le elezioni Regionali (e comunali) 2015 hanno comportato tre conseguenze politiche distinte per area di voto.


Il Centro Destra ha semplicemente ridistribuito i propri voti spostandoli da Forza Italia alla Lega Nord; Il Partito Democratico ha conquistato le 5 Regioni soprattutto grazie alla miriade di liste civiche aggregate ad esso, subendo tuttavia un incremento spaventoso sia in termini percentuali che in numero di voti effettivi; il Movimento Cinque Stelle invece ha fatto passi da gigante rispetto alle precedenti regionali sia in termini percentuali che di nuovi elettori acquisiti.
Il dato davvero incredibile è il secondo posto come partito singolo, nonostante siano stati candidati dei perfetti sconosciuti che hanno sostenuto la propria campagna elettorale con poche migliaia di euro, rispetto alle centinaia di migliaia di euro investiti dai partiti per i loro candidati.
Con l'insediamento dei tantissimi consiglieri eletti ed i centinaia di nuovi volti che si sono candidati, il M5S ha iniziato a stratificarsi sul territorio, ponendo le basi per quella che sarà probabilmente la nuova classe politica del futuro prossimo.

Queste elezioni hanno anche confermato il "modus operandi" dei singoli schieramenti.

Nel Centro Destra è stata sancita la fine del berlusconismo come lo conosciamo e lo spostamento dell'elettorato verso il leghismo di Salvini, un fenomeno probabilmente transitorio che vivrà fino a quando sarà sentito come risposta al problema degli extracomunitari e dei rom. Forza Italia ormai è in via di estinzione e i suoi dirigenti faranno velocemente il salto della quaglia verso la Lega e il PD, in attesa che Berlusconi rifondi un nuovo movimento attraente per i c.d. moderati divisi anche al sud grazie allo sgarro di Fitto.
Ma non fa in tempo ad insediarsi, che 4 dei 16 consiglieri dello schieramento di Toti risultano esser indagati dalla Procura di Genova per le spese pazze fatte in regione nella scorsa amministrazione.
Il PD non naviga in acque migliori con il renzismo che va affievolendosi dopo il boom delle europee, ma soprattutto fortemente diviso dalla minoranza interna ribelle e pronta a fare le scarpe al premier ad ogni occasione propizia.
Altra grossa tegola che ha alimentato le cronache di queste elezioni è stato il caso De Luca, ex sindaco di Salerno candidato alla presidenza della Regione Campania.
De Luca, reo di avere a suo carico una sfilza interminabile di capi di accusa legati alla malapolitica di carattere mafioso, è stato condannato nel luglio 2010 in primo grado dalla Corte dei conti (sezione giurisdizionale di Napoli), insieme all'ex-sindaco De Biase ad alcuni dirigenti comunali, per questioni inerenti agli stipendi dei dirigenti del Comune di Salerno.
A causa di questa condanna, la Legge Severino votata anche dal PD, impone che un condannato non possa essere eletto pur potendo si candidare.
L'errore politico commesso da Renzi nel favorire la sua candidatura, è abnorme ed ha mostrato anche agli occhi dei più miopi la falsità della sua finta rottamazione. Renzi infatti da presunto difensore del diritto e della legalità contro la vecchia politica, non ha fatto altro che contraddirsi e proporre figure a lui consone capaci di portare voti facili alle casse del partito.
A questo punto si interseca la sentenza della Commissione Antimafia del Parlamento, presieduta dal Rosi Bindi, tesserata, cofondatrice e senatrice storica del PD, che ha dichiarato De Luca ed altri candidati di vari schieramenti di destra e sinistra "incandidabili" ed impresentabili. Questa mossa avvenuta troppo a ridosso del silenzio pre-elettorale non ha mancato di fare scandalo nel Partito Democratico e nell'opinione pubblica, senza tuttavia scuotere gli elettori campani, che hanno ostinatamente votato De Luca. La mossa di Bindi è stata vista come vendetta politica nei confronti del candidato renziano, essendo lei acerrima nemica del premier.
In questo intreccio di interessi di potere, la politica non ha colto ancora una volta occasione di mostrare il peggio di sè, ma purtroppo il consenso elettorale nelle urne che ha premiato ancora una volta in tutte le sette regioni i soliti partiti e le liste civiche civetta ad essi annesse.

Sorge pertanto il dubbio che gli elettori siano poco informati sui giochi di partito e sui loro indagati candidati. E tra inciuci, indagati, condannati e impresentabili, nessuno poi cercherà ancora una volta di porre rimedio ai mali del Paese che lasciano sbigottiti, come la disoccupazione scesa di pochissimo al 12,4%, mentre quella giovanile si attesta intorno al 40% (nonostante i presunti miglioramenti microscopici dichiarati dall'ISTAT). La povertà sempre più diffusa ormai sfiora il 13%, ovvero circa 10 milioni di italiani.

In questo contesto, seppur le elezioni Regionali non abbiano rappresentato un test per il Governo, hanno però cambiato ancora le carte in tavole della politica e per certi versi rappresenteranno la fine dell'entusiasmo renzista post europee.

Il PD si è rivelato non invulnerabile, perdendo oltre due milioni di elettori e oltre 20% di consensi percentuali.
Il gradimento per il Premier Renzi va calando vertiginosamente, secondo i dati IPSOS ha raggiunto al ribasso il 37,8%, mai così in basso dal giorno della sua elezione e gli italiani sembrano non credere più alle sue promesse.
E visto che le tegole non cadono mai da sole, è notizia di poche ore fa, l'uscita dalla maggioranza dei "Popolari per l’Italia". Ad annunciarlo è stato il senatore del gruppo Gal, l’ex ministro Mario Mauro, presidente dei Popolari per l’Italia, motivando la scelta a causa delle «Riforme non condivise, condotte in modo improvvisato ed approssimativo, con una improvvida esaltazione del carattere monocolore dell'esecutivo sono alla base di una decisione che è innanzitutto un giudizio definitivo su una gestione politica che sta tenendo in stallo l’Italia, la sua economia e il suo bisogno di crescita».
I fuoriusciti andranno ad ingrossare le file del centro destra di opposizione.
La maggioranza adesso al Senato conta numeri davvero risicati, ma non è ancora in sfiducia e per arrivare ad esserlo, probabilmente dovremo attendere lo scatto del vitalizio dei parlamentari, a settembre 2015.

A cura di Di Paola Vito















mercoledì 16 luglio 2014

La Soluzione finale: Europa Federale?


Il controllo e la sottomissione delle masse, sono concetti ben noti in ambito scientifico e sociologico, fin dai tempi delle grandi dittature del '900. In questo articolo spiegherò con termini e concetti molto semplici, come è nato e si sta sviluppando l'oscuro progetto degli Illuminati, il Nuovo Ordine Mondiale, che prevede la creazione di una Europa Federale.

Il disegno di creare un'Europa Unita è iniziato subito dopo la caduta del Nazismo. Bisognava dare vita ad una unione solida fra gli stati europei ed evitare soprattutto in futuro, una Terza guerra mondiale.
Questo accadde con i famosi patti di Bretton Woods

"La conferenza si tenne dal 1º al 22 luglio 1944 nell'omonima località nei pressi di Carroll per stabilire le regole delle relazioni commerciali e finanziarie tra i principali paesi industrializzati del mondo.

Gli accordi rappresentarono il primo esempio nella storia del mondo di un ordine monetario totalmente concordato, pensato per governare i rapporti monetari fra stati nazionali indipendenti."


In quel meeting internazionale vennero gettate le basi per un piano monetario e finanziario per regolare la politica monetaria internazionale.

Il progetto del mercato comune europeo ha poi preso lentamente piede nel corso dei decenni successivi fin quando nel dicembre del 1971 il Gruppo dei Dieci paesi più industrializzati firmò l'accordo Smithsonian Agreement, che mise fine agli accordi di Bretton Woods, svalutando il dollaro e dando inizio alla fluttuazione dei cambi.

Era l'inizio della liberalizzazione del mercato per far crollare senza guerre l'impero sovietico e il comunismo. Gli stati più potenti dell'Europa, guidati dall'Inghilterra filo statunitense, iniziarono a creare il post crollo sovietico, per riunire la Germania in un unico super stato e dar vita alla moneta comune dell'Euro.
La nascita dell'Euro aveva come scopo principale la creazione di una grande entità economica capace da sola, dopo la fine del comunismo, di supportare gli Stati Uniti d'America nella globalizzazione del mercato mondiale.

Nonostante i validissimi presupposti di partenza dell'Europa Unita (le idee filosofiche di unione comune dei popoli e di facilitazione dello scambio commerciale tra i paesi membri), il veloce mutamento della situazione economica del pianeta in seguito al crollo del comunismo, obbligò la Massoneria degli Illuminati, a dar vita ad un "Nuovo Ordine Mondiale" iper liberalista per essere competitivi nel nuovo mercato globale e contrastare il nascente impero cinese e i paesi in via di sviluppo come India, Brasile e in generale il sud est asiatico.

L'idea di una "Unione Europea" capace di competere con il resto del mercato globale è man mano venuta meno secondo i vecchi canoni della finanza, a causa della crescente crisi di capitale dei singoli paesi membri.
Le grandi iniezioni monetarie che paesi come Grecia, Spagna, Portogallo e Italia effettuavano periodicamente per pagare il debito pubblico, con l'entrata dell'Euro non furono più possibili, perché l'eliminazione del diritto di battere moneta nazionale, obbligò i paesi a firmare nel 1997 il Patto di Stabilità inerente al controllo delle rispettive politiche di bilancio pubbliche, al fine di mantenere fermi i requisiti di adesione all'Unione Economica e Monetaria dell'Unione Europea (Euro zona) ma costringeva a pagare dei tassi debitori man mano sempre più crescenti sul prestito monetario ottenuto.

Il Patto di Stabilità non venne mai applicato ai paesi forti come Germania e Francia, che specularono su quello dei membri più deboli, arricchendosi in maniera rapidissima.

Dopo l'entrata dell'Euro, prese vita un'Europa a due velocità, incapace di poter tenere testa al mercato della globalizzazione, quello dell'Asia e degli Stati Uniti.

Fu a quel punto che, la massoneria, già saldamente al potere della politica europea, decise di applicare in Europa, qualcosa che non è era stato sperimentato nella storia dell'economia contemporanea.
Riuscire a creare una superpotenza, capace di essere autonomamente competitiva sul mercato globale ed essere pronta a quel Nuovo Ordine Mondiale che necessario per evitare il tracollo finanziario dell'Occidente.

Il mercato globale, di fatto aveva creato un nuovo mostro, la super potente Cina, che alimentata dalle commesse produttive dell'Occidente, era pronta a sostituirsi agli stessi USA e alla nascente Europa dell'Euro.
Tutto andava rifatto, su nuove basi, per creare un Nuovo Ordine Mondiale, dove USA e Europa potessero andare a braccetto per sostenere il cambiamento dei tempi in corso.

La massoneria eropea, rappresentata dagli istituti di credito che avevano reso possibile la nascita della Banca Centrale Europea, decise di favorire la crisi del debito sovrano per subdoli fini. La vendita dell'Euro andava di pari passo alla speculazione finanziaria, creando un divario tra stati ricchi e meno ricchi e tra popolazione abbiente e meno abbiente.

L'Inghilterra fu designata come sede decisionale, protetta dalle fluttuazioni del mercato e dalla stessa moneta dell'Euro, i cui leader potevano gestire in combutta con gli Stati Uniti, la nascita di un Nuovo Ordine Mondiale.

Nel celebre clip seguente, l'ex Ministro Dell'Economia Giulio Tremonti, annunciava minuziosamente quello che sta accadendo oggi, accusando per citazione diretta gli "Illuminati", di essere responsabili della crisi attuale e dell'oscuro progetto del Nuovo Ordine Mondiale:


Primo strumento per l'attuazione del malefico piano che andremo ad illustrare a breve, fu la potentissima Goldman Sachs che poteva fare immensi affari alle spalle della popolazione e delle piccole e medie imprese in Europa, entrando allo stesso tempo in competizione con le macroeconomie d'oltre oceano, come quella statunitense e asiatica.
Bisognava inscenare anche delle finte soluzioni di cui solo una possibile, la terza:

1. il fallimento unilaterale e l’uscita dall’Euro della Grecia
ed eventualmente anche di altri paesi periferici;
2. un prolungato periodo di austerità per la maggior parte
dei paesi in crisi per un periodo di circa 10 anni, sottostando alle condizioni stabilite dalla Troika (Unione Europea, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale);
3. un rapido cambiamento per giungere all’unione fiscale completa.

Urgeva proporre un governo federale europeo in grado di prendersi carico dei debiti degli altri stati membri deboli, per permettere all'Europa della BCE di applicare tasse ed autorizzare piani di spesa ed emettere obbligazioni per conto dell’intera Europa. Se Bruxelles si facesse carico del debito greco e degli altri paesi in difficoltà, si risolverebbe subito la crisi del credito e le obbligazioni emesse dell’eurozona si presenterebbero, insieme ai titoli di stato americani, come le obbligazioni di riferimento per il mondo.
Ogni stato perderebbe in questo modo anche la sovranità politica e decisionale, annichilendo del tutto la democrazia.

In previsione di questo unico, inevitabile e terribile scenario, nel 2011, la già citata Goldman Sachs, il più potente ente bancario americano entró da padrone nell'economia europea, facendosi carico virtualmente del debito degli stati deboli.
Era l'antefatto per schiacciare i governi dei singoli stati alle volontà finanziarie della BCE, della Goldman Sachs e quindi delle menti illuminate sottostanti.

La competizione per riscrivere le regole nel mercato globale, ha come oggetto, riscrivere l'Europa intera. I Paesi malati e in crisi, resi in pochi mesi definitivamente schiavi del proprio debito pubblico, si sono trovati costretti ad attuare delle manovre politiche per poter risparmiare e per attuare i piani di copertura del debito, come propose il Cancelliere tedesco Merkel, che ovviamente, visti i tassi d'interessi e la continua necessità di liquidità, non avverrebbero mai o potrebbero avvenire teoricamente in almeno un decennio di immani sacrifici.

Ma quale sarebbe dunque il reale scopo di questo malefico piano?
Oltre che annichilire la democrazia dei paesi aderenti all'Euro, lo scopo è suddividere l'Europa in aree produttive capaci di renderla autosufficiente e competitiva con il resto del mercato, creando di fatto l'Europa Federale.

Area 1 Inghilterra: area decisionale in stretto contatto con gli Stati Uniti, fuori dalla moneta comune per non subirne le svalutazioni e il plagio del debito pubblico, restando quindi esclusa dalle operazioni atte all'attuazione del disegno stesso.

Area 2 Germania, Francia e Belgio, paesi decisionali per l'organizzazione della produzione nel resto dell'Europa, grazie alle multinazionali e agli Istituti Bancari affiliati alla Goldman Sachs.

Area 3 Portogallo, Spagna, Italia, Grecia, Irlanda, e paesi minori o emergenti. Territori dedicati alla produzione delle attività industriali di ogni genere e fonti territoriali per la manovalanza a buon mercato.

Per favorire la creazione dell'Europa Federale in tre regioni, occorreva eliminare le province e le regioni nei singoli stati e soprattutto fin da subito abbassare i costi della produzione dei paesi dell'Area 3. Questo sarebbe necessario per entrare in competizione con le aree asiatiche, che producono a costi bassissimi e permettere un guadagno sui prodotti finiti elevatissimi rispetto agli USA che se avvalevano.


"Un'Europa federale con un bilancio e una banca adeguati alla moneta e al mercato comune, un governo economico che possa imporre riforme necessarie. Una politica di sicurezza e difesa che consenta di essere efficaci risparmiando decine di miliardi l'anno. Una voce univoca forte nelle relazioni esterne che ci consenta di partecipare in modo credibile al governo del mondo globale e tutelare i nostri interessi sull'accesso a materie prime e mercati.
Questa Europa non dovrà essere solo la somma dei nostri portafogli. Ma continuare a incarnare i valori per cui è nata; e difenderli nel mondo, in prima linea nelle battaglie per la libertà e i diritti civili, contando davvero."

Speaking point del Vice Presidente Tajani]

Dapprima, l'esperimento per la creazione dell'Area 3, avvenne con successo in alcuni stati dell'ex area sovietica, come Albania, Romania, Ungheria e Polonia. Centinaia di imprese chiusero le loro fabbriche in Italia, Spagna, Grecia, Germania, Francia e trasferirono la produzione nei vicini paesi ex-comunisti.
Infine era necessario tenere fuori dai giochi del potere anche l'Italia, troppo ricca e influente, ma molto indebitata.
Per far questo, bisognava eliminare lo stesso Berlusconi, che non avrebbe mai potuto svendere totalmente la sua figura al lavoro sottopagato e rovinare la sua immagine di uomo di Stato e imprenditore di successo.
L'alta élite degli Illuminati decise allora di piazzare al governo dell'Italia un uomo capace di realizzare il progetto e tra i leader di fama mondiale degli stessi Illuminati: Mario Monti.

Il progetto di una Europa Federale, sarebbe a sua volta parte del maxi stato continentale avallato dai potenti del Bildenberg Group, dalla Trilateral Commission di cui  Monti è stato presidente per l'area europea. Seguiranno altri burattini asserviti al medesimo scopo, grazie alla protezione di Napolitano.

Uno stato federale europeo affiancato a quello statunitense e panamericano e a quello asiatico, ovvero nient'altro che il progetto del New World Order creato a tavolino negli anni '90 dagli Illuminati e avviato in USA dalla politica di Bush senior e Clinton con la "Terza Via". Una superpotenza mondiale degli Illuminati con miliardi di persone sfruttate come schiavi. Questo è quello a cui stiamo andando incontro.

L'unica soluzione al problema, ad ironia della sorte, sarebbe l'uscita immediata dall'Euro, per la formazione di un ente federale dei popoli liberi, cui potrebbero far parte L'Italia, la Spagna, la Grecia, il Portogallo, la Turchia, gli stati minori del Mediterraneo e dei Balcani e gli stati del Nord Africa. Gente dalle identiche radici culturali e sociali che si basano su quello che l'Impero romano, che si conosce e si mescola assieme da due millenni.
Questo progetto, è in realtà quanto temono i tedeschi e il Nord Europa anglofono e filo americano.

Un progetto apparentemente fantapolitico che è stato in parte proposto dal M5S alle ultime elezioni politiche, ma che per essere attuato richiederebbe una rivoluzione epocale, a cui adesso è difficile credere!


A cura di Arthur McPaul

David Icke e gli Illuminati


«Uno dei miei più grandi timori era quello di essere ridicolizzato dal pubblico come se fossi un bambino. E questo è davvero accaduto. Come presentatore televisivo, ero rispettato. La gente mi riconosceva per strada e mi stringeva la mano, parlandomi in modo educato. Ma una notte, improvvisamente, sono stato trasformato in 'Icke il pazzo' ed ormai non posso più attraversare una via della Gran Bretagna senza essere deriso: questo è un incubo! Mio figlio ne è rimasto devastato psicologicamente in quanto non immaginava che il padre potesse essere considerato ridicolo dall'oggi al domani.»

David Icke è uno dei più controversi personaggi della scena giornalista mondiale legata ai complotti politici ed economici, al catastrofismo "New Age" e alla presenza degli alieni sulla Terra.
Per chiunque volesse sapere sue notizie, dopo magari averlo visto di recente in alcune recenti apparizioni in tv (Mistero, Italia 1), o in centinaia di video su YouTube, se malauguratamente andasse a leggere quello che dice sul suo conto Wikipedia, non si farebbe una buona idea di lui.
Sulla nota enciclopedia libera, viene presentato come una sorta di profeta New Age, che dal calcio è passato al giornalismo di basso profilo, raccontando un mucchio di amenità.
David Icke in effetti ha avuto un passato recente molto turbolento dal punto di vista professionale, passando dalla carriera di calciatore di Premiere League inglese, a quella di giornalista sportivo, per poi nonostante il suo successo, lasciare tutto e dedicarsi alla politica, diventando in pochissimo tempo uno dei massimi esponenti del partito dei Verdi inglesi. Ma la vera svolta nella sua vita é avvenuta quando, in seguito ad un incontro con una medium, ha scoperto, di essere un predestinato portavoce della libertà degli uomini, una sorta di messia mediatico per mettere in guardia le coscienze dallo schiavismo subdolo e nefasto dei "rettiliani", una razza di alieni muta forma, che governerebbero il
mondo sotto mentite spoglie.

Questa sua nuova avventura come scrittore complottista, nonostante potesse rappresentare il colpo di grazia per la sua carriera di uomo di successo, ha segnato invece un altro clamoroso trionfo. I suoi libri sono stati tradotti e venduti in tutto il mondo e pur essendo bersagliato dalla critica, ha accresciuto in modo spropositato la sua popolarità, segnando l'ennesimo successo personale. David Icke, per quanto possa essere visto come un matto, è secondo i dati di fatto, innanzitutto un uomo di successo, una sorta di Re Mida della comunicazione. Qualsiasi cosa faccia o dica nella sua vita sembra trasformarsi in oro. Qualità rarissime che devono aver avvalorato in sé stesso la convinzione di essere davvero un profeta e un pastore di coscienze, in questo periodo di grandi turbamenti per la società globalizzata in cui ci troviamo (foto in basso: David Icke durante una sua conferenza).

«La gente comune è indotta in massa a credere che la normale causa degli eventi del mondo siano le conseguenze di forze politiche note, o eventi casuali e incontrollabili. Tuttavia, la storia dell'umanità è manipolata ad ogni livello... Ora potreste chiedervi fino a quali terribili attività questa gente possa arrivare. Icke ha la risposta. Questi individui organizzano incidenti in tutto il mondo, che poi richiedono una risposta dall'opinione pubblica (bisogna fare qualcosa), e in cambio permettono a questi potenti di fare qualsiasi cosa questi abbiano desiderato fare sin dall'inizio. »
( Dichiarazioni di Icke a Simon Jones)

GLI ILLUMINATI
Oggetto di studio e di critica del suo pensiero sono unicamente gli "Illuminati", quei "massoni" resi di recente celebri dai romanzi come "Il Codice Da Vinci" e "Angeli e Demoni" di Dan Brown.
Gli Illuminati sono pertanto, secondo la filosofia di Icke, un gruppo di super potenti, per lo più banchieri, che starebbero cercando di controllare la popolazione mondiale per sottometterla ai loro nefasti voleri.
Da un punto di vista storico esistono abbastanza riferimenti documentati che parlano degli Illuminati come setta massonica. "L'Ordine degli Illuminati" è il nome di una società segreta bavarese del secolo XVIII che venne fondato a Ingolstadt (Germania) il 1 maggio del 1776 da Johann Adam Weishaupt (1748-1830).
La società si forma come alternativa alla massoneria tedesca, mantenendo i caratteri di segretezza e divisione gerarchica su base iniziatica.
All'inizio i membri, erano per lo più studenti universitari, associati con l'intento di diffondere le opere dei Lumi all'interno Baviera, che proibiva gran parte di tali scritti e di riunire la Germania e poi l'Europa, come molte altre società segrete che nacquero in quel periodo di grande fermento culturale e di desiderio di rinnovamento.

E' evidente che, sebbene non sia esclusa un'attinenza tra gli Illuminati come società massonica storicamente accertata, gli Illuminati di Icke sono invece un'altra società segreta riconducibile alle teorie del "New World Order" (Nuovo Ordine Mondiale), basata su una supposta collusione fra il potere dei banchieri, il commercio delle multinazionali, la politica globalizzante, il governo ombra e la congiura del silenzio.

Secondo Pat Robertson il Nuovo Ordine Mondiale sarebbe stato fondato da Cecil Rhodes, per favorire un'alleanza tra l'impero britannico e gli Stati Uniti al fine di creare un unico governo federale nel mondo. Rhoedes creò la confraternita Rhodes Scholarship che doveva riunire i leader di questo nuovo governo federale. Lionel Curtis, fedele sostenitore di questa teoria di un governo mondiale, fondò vari gruppi, denominati "della Tavola rotonda di Rhodes-Milner" nel 1909, portando anche all'istituzione dell'Istituto Reale per gli Affari Internazionali nel 1919 nel Regno Unito e del Council on Foreign Relations negli Stati Uniti nel 1921.
Il concetto si è ulteriormente sviluppato con Edward M. House, un consigliere molto vicino a Woodrow Wilson durante le trattative sulla Società delle Nazioni.

Secondo Icke e altri sostenitori del NWO, i membri più influenti dell'ordine illuminato sarebbero le famiglie più ricche e potenti del pianeta come i Rothschild, i Rockfeller, la JP Morgan, la famiglia Du Pont, la famiglia Bush, il Casato Windsor, i monarchi europei e il Vaticano.
Le organizzazioni economiche e politiche, strumenti del NWO sarebbero quindi enti come la Banca Mondiale, l'FMI (Fondo Monetario Internazionale), l'Unione Europea, le Nazioni Unite, la Nato e molte multinazionali.
Gli Illuminati di Icke, come vedremo ampiamente analizzando il suo pensiero, esisterebbero soprattutto nei ranghi più alti della società, collegati da una discendenza di consanguineità e sarebbero tutti discendenti degli antichi babilonesi, di cui continuano a portare avanti usanze rituali e simbologie nella loro cultura settaria, durante gli incontri segreti.

I FONDAMENTI DEL PENSIERO DI ICKE
Secondo le ricerche storiografiche, sociologiche, iconografiche e se vogliamo archeologiche, il Nuovo Ordine Mondiale degli Illuminati, secondo Icke, si starebbe attuando lentamente nel corso degli ultmi decenni in tutto il
mondo mediante una serie di obiettivi chiave:

1) CENTRALIZZAZIONE DEL POTERE
Il Nuovo Ordine Mondiale sarebbe il risultato finale della centralizzazione del potere politico ed economico, che si starebbe già attuando von l'annientamento delle piccole realtà politiche per favorire la nascita di paesi federali e stati unione. La Comunità Europea potrebbe essere uno degli esempi più chiari in merito, ma l'abolizione di provincie e interi stati conglobati in unioni federali sarebbero altri casi analoghi.
La centralizzazione del potere che poi culminerebbe nel Super Stato Mondiale, si attuerebbe prima ancora, mediante la creazione di quattro enormi super stati: il NASTA (Unione delle due Americhe), L'Unione Europea che ingloberebbe tutti i paesi di "Eurolandia", L'Unione del Pacifico che unirebbe Asia, Sud Est Asiatico e Oceania e infine l'Unione Africana. Secondo una sua opinione potrebbero volerci ancora 50 anni o più prima che i quattro super stati nascano e si consolidino.

2) ELIMINAZIONE DELLA MONETA CARTACEA
Un nodo chiave delle azioni di controllo sulla popolazione, sarebbe l'eliminazione totale della moneta cartacea, con il pretesto di offrire maggiore sicurezza, maggiore rapidità di transazione e minor costi per le spese di fabbricazione monetaria. Di fatto queste sono le frasi che sentiamo dire o leggiamo ogni giorno in tv e sui giornali. Questa azione delle banche dei singoli paesi affiliate a quelle centrali gestite dagli Illuminati, renderebbe invece il cittadino più controllabile e in caso di problemi legali o disciplinari, basterebbe un click da uno dei terminali di gestione della sua carta elettronica, per amputargli il potere di acquisto e renderlo quindi inoffensivo. L'unica alternativa diverrebbe allora il baratto, come nella preistoria.

3) CONTROLLO DELL'INDIVIDUO TRAMITE UN MICROCHIP
Questo punto, sembra essere davvero assurdo o a dir poco fantascientifico. Secondo Icke infatti, questi Illuminati, potrebbero controllare direttamente l'individuo, istigandolo alla rabbia o tenendolo sedato, tramite un microchip sottocutaneo o iniettato mediante un comune vaccino. In modo quasi profetico, Icke già nel 2000 parlava di vaccini straordinari in caso di epidemie straordinarie, per l'iniezione del microchip. Epidemie come l'aviaria o l'influenza suina, sarebbero pertanto dei virus immessi volontariamente dagli Illuminati per far vaccinare la popolazione al fine di iniettare questi nano microchip, di cui in varie pubblicazioni e conferenze mostra anche le immagini. Questa tecnica di controllo sarebbe estremamente utile per arrestare quella che definisce "Il risveglio delle coscienze" che sta avvenendo nella popolazione mondiale e che potrebbe mandare a monte il progetto illuminato del New World Order.

PROBLEMA-REAZIONE-SOLUZIONE
Chi segue da tempo Icke, conoscerà a memoria questa sua equazione logica.
Problema-Reazione-Soluzione rappresenta infatti la tecnica sociologica messa in atto dagli Illuminati per aumentare in modo invisibile il loro potere al fine di centralizzarlo. Vediamo nel dettaglio come funziona.
Per PROBLEMA, viene inteso esplicitamente la creazione di un problema a livello nazionale o nei casi più gravi internazionale o addirittura mondiale. Un esempio di problema, potrebbe essere la guerra tra due paesi, o un attacco terroristico come il crollo delle Torri Gemelle dell'11 settembre o epidemie batteriologiche e virali come le già citate aviaria o suina.
Inscenando un problema reale nell'opinione pubblica, lo stato marionetta degli Illuminati, per dare veridicità alle sue azioni di intervento e per tranquillizzare il panico, individuerebbe al più presto i responsabili, con una pronta REAZIONE. I mass media, affidandosi alle fonti ufficiali governative, diffonderebbero inconsciamente gli sviluppi delle indagini e la popolazione col fiato sospeso applaudirebbe la rapidità di intervento dei governi, che in realtà sono gli stessi responsabili del problema stesso.
In fine si giungerebbe ad una SOLUZIONE. In casi estremi, estremi rimedi. Soluzioni ad un problema anomalo e grave potrebbero essere la promulgazione di leggi estreme che prima del misfatto, nessun cittadino avrebbe approvato. Con nuove pesanti leggi, inconsciamente ci sarebbe una perdita di potere per la popolazione e il progetto di accentramento del potere illuminato compierebbe un altro passo verso la meta. A favorire il decreto di queste leggi straordinarie, sarebbero i governanti degli stati, che Icke definisce "presta nomi" degli Illuminati, in pratica dei burattini messi al potere proprio per promuovere azioni di questo tipo.

Per sostenere la sua equazione, Icke cita numerosi esempi storici, a partire dalla Seconda guerra mondiale per finire all'emblematico attacco alle Torri Gemelle. La guerra che gli USA e i paesi dell'Occidente hanno deciso di combattere in seguito a questo grande attentato, sarebbe la reazione e la soluzione al problema. Combattere una "guerra al terrorismo", in particolare, offrirebbe uno "stato della tensione" interminabile rispetto a conflitti aperti, perchè il terrorismo è un nemico latente e invisibile. La guerra al terrorismo ha imposto delle misure di sicurezza straordinarie in tutti i paesi della Nato e dell'Occidente, che hanno limitato molto il traffico di merci, di moneta, di beni di lusso, di persone. Gli Illuminati, tramite i loro presta nomi, avrebbero quindi potuto centralizzare ancor di più il loro potere, con leggi impensabili prima dell'11settembre, il tutto giustificato per la lotta al terrorismo.

Secondo Icke, in merito all'attacco all'Afghanistan, la campagna interminabile che i paesi della NATO stanno conducendo, sarebbe stata pianificata già anni prima dell'11 settembre e il crollo delle Torri, sarebbe stato solo l'innesco del problema per giustificare all'opinione pubblica l'invio di truppe.
Gli anni passano ma il ricercato numero uno al mondo, Osama Bil Aden, resta impunito, forse perchè a detta di Icke, non esiste ed è solo un'ipotetica figura per rendere interminabile la guerra mondiale al terrorismo.

Se l'attacco orchestrato alle Torri Gemelle risulta essere indecifrabile per i modi e i termini in cui è avvenuto, per Icke, non a torto, lo è ancor di più quello al Pentagono. Il Pentagono è il cuore decisionale e militare del più potente paese del mondo. Risulta davvero inspiegabile come un aereo da crociera lo possa aver squarciato senza far scattare nessuna contraerea e nessun altro sistema difensivo.
Man mano che ci addentriamo nel pensiero di Icke, sorgono grossi interrogativi. Forse il calciatore di Premier League che scrive libri complottisti, non è del tutto pazzo...


LA GRANDE PIRAMIDE ILLUMINATA: STRUTTURA E ORIGINE
Il grande disegno degli Illuminati si fonderebbe su una organizzazione a struttura piramidale, dove ogni gradino più in alto impartisce ordini a quelli più bassi senza una comunicazione tra gradini posti in posizioni differenti. Ma non solo. La grande piramide conterrebbe in se altre piramidi più piccole, come una grande matrioska russa, che riceverebbero ordini e agirebbero senza sapere con precisione quali sono le piramidi più grandi che li inglobano.

Uno dei punti a favore degli Illuminati è che la popolazione, non crede che ci sia qualcuno dall'alto, anche oltre le istituzioni conosciute, che controlla realmente le proprie vite.
Il sentimento dell'animo umano che meglio asseconda questa guerra al controllo, è la paura. Ognuno di noi ha paura e questo fattore, ci toglie il diritto di essere individuo e in molti casi ci rende consenzienti di fronte al prevalere delle leggi ingiuste o della burocrazia dei governi.
Per Icke, la società odierna è simile ad un branco di pecore che si autogestisce senza nemmeno ormai avere un pastore. Pecore che seguono il branco senza porsi domande su quello che stanno facendo. Le persone rinunciano sempre più alla loro individualità ed unicità, perché hanno sostanzialmente dell'opinione pubblica, e quindi si conformano al gregge e si nascondono dentro di esso.

Gli Illuminati quindi, con il controllo piramidale sulla massa, vorrebbero scollegarci la mente dal diritto e dall'istinto di ragionare, per connetterci unicamente al loro "network", propugnando un vero e proprio attacco terroristico alla nostra coscienza.
Il meccanismo piramidale, comporta che la forma mentis illuminata discenda da gradino a gradino, da una piramide matrioska alla successiva fino ai miliardi di individui che pertanto assimilano le loro regole, i loro comportamenti fino a diventare parte del network e a lavorare senza saperlo per essi.

Questa grande cospirazione per Icke è molto antica e penetra le sue radici in un tempo a noi ignoto, ma che va fino a molti millenni prima della nascita di Cristo.
Secondo le sue supposizioni, a quei tempi sulla Terra esisteva una antica civiltà globale, che con le stesse tecniche avrebbe costruito le Piramidi di Giza, composta come sappiamo da milioni di pietre, in maniera architettonica pressoché perfetta. Machu-Pichu in Perù sarebbe opera delle stessi menti, così come altre strutture ciclopiche cosparse per il globo.
Probabilmente ad un certo punto della storia, un immenso cataclisma avrebbe sprofondato i continenti di Atlantide nelle profondità dell'Oceano Atlantico e le Terre di Mu (o Lemuria) nel Pacifico, obbligando le popolazioni sopravvissute a spostarsi in Medio Oriente, nella Mezza Luna Fertile tra il Tigri e L'Eufrate, dando vita alle popolazioni pre sumere, sumere e poi babilonesi.
Le grandi famiglie sacerdotali, detentrici dei segreti della loro antica civiltà avrebbero quindi sepolto i loro saperi alla grande massa e si sarebbero spostate verso l'Europa, prima a Roma, durante l'Impero Romano, poi in Francia con l'Impero Merovingio e infine a Londra e in Germania col Sacro Romano Impero. Infine si diffusero in tutto il mondo, portandosi dietro la ritualità e la cultura babilonese.
Alcuni nomi citati da Icke come diretti discendenti della civiltà antidiluviana, sarebbero Alessandro Magno, Cleopatra, Giulio Cesare per passare attraverso la linea di sangue Merovingia fino ai presidenti degli Stati Uniti d'America come padre e figlio Bush.

Gli illuminati, più volte nominati in TV dall'ex ministro del Tesoro Giuliano Tremonti, sono dunque una semplice allusione al marcio del sistema, o si tratta di una vera e propria società segreta che muove le redini dell'economia mondiale? E cosa c'entrano poi Icke e gli Illuminati con questo blog?
Lo scoprirete presto e dove ci sarà da remare contro, lo faremo come sempre, senza alcun timore!

Fonti: Argomentazioni tratte dalle sue più celebri conferenze e videoclip

A cura di Arthur McPaul






martedì 15 luglio 2014

Che la dittatura abbia inizio!




Nei prossimi giorni verrà varata la riforma del Senato non elettivo e la dittatura sarà cosa compiuta.

Il Partito Democratico di Renzi in combutta con Forza Italia del pregiudicato Berlusconi, compieranno il grande passo finale.

Il Senato come lo conosciamo, di fatto svanirà e sarà sostituito da un nuovo Senato composto da sindaci, consiglieri e nominati, che si riunirà periodicamente e solo per discussioni non di livello nazionale, ma locale.

Il Partito Democratico con questa abile mossa avrà la maggioranza assoluta anche se nelle prossime elezioni dovesse aver la peggio, avendo dalla sua centinia di sindaci in carica nei comuni italiani.
L'emendamento inserito nella legge di riforma, che prevede il reinserimento dell'immunità parlamentare per deputati e senatori, di fatto porterà ad esempio alla inattaccabilità di molti pregiuducati o condannati in primo o secondo grado.

Se il tutto lo immaginassimo condito dalla propaganda dei media, ormai schiavi di questo sistema pseudo dittatoriale, il risultato sarà la fine della democrazia italiana.
Da qui in poi avremo il baratro, in cui sarà difficile uscirne.

A nulla servirà l'opposizione dei parlamentari pentastellati e delle finte maggioranze, come i reduci sopravvissuti di SEL.
Che la fine abbia inizio dunque e nemmeno i referendum saranno più facili da proporre, visto che la riforma innalzerà da 500,000 a 800,000 le firme necessarie per la loro messa in discussione.

Probabilmente a questo punto, come nei peggiori film di fantascienza, occorrerà mobilitare le masse, che purtroppo, al momento appaiono addormentare in un letargo senza fine.

Ma entriamo nei dettagli per capire cosa prevede questa riforma sostanziale del Parlamento italiano:

I senatori passeranno a 100 unità contro gli attuali 315, di cui 74 eletti tra i consiglieri regionali, 21 tra i sindaci, 5 saranno personalità illustri nominate dal presidente della Repubblica la cui durata in carica per quest'ultimi sarà di sette anni e non sarà ripetibile. Questa ultima norma creerà di fatto un consiglio senatoriale di fedelissimi del Presidente.
Come anticipato i senatori non saranno più eletti direttamente dai cittadini ma si tratterà invece di una elezione di secondo grado che vedrà approdare in Senato sindaci e consiglieri regionali.
I nuovi eletti non riceveranno nessuna indennità ma dei cospiqui rimborsi spese per il viaggio.

I nuovi senatori non potranno più votare la fiducia ai governi in carica avendo secondo il legislatore una "funzione di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica", che poi sarebbero regioni e comuni.
Tutti poteri attuali resteranno nelle mani della Camera dei Deputati, dove il PD ha una larga maggioranza.

Secondo Rodotà con questa deprorevole riforma "avremo un governo padrone del sistema costituzionale", in cui si avrà un notevolissimo accentramento del potere nelle mani del premier Renzi. Iniltre le soglie dell'8% e del 12% taglieranno fuori tutte le forze politiche di minoranza.

Il Senatore Sergio Zavoli proprio della maggioranza PD ha dichiarato sostanzialmente che sono sotto ricatto del premier Renzi.

Molto più esplicito il Senatore PD Mucchetti: "Renzi è inaffidabile, bugiardo, parolaio".

In realtà dunque, Renzi e Berlusconi hanno escogitato un sistema che dovrebbe escludere dal gioco democratico il Movimento Cinque Stelle, accentrando il potere nel PD e nei suoi alleati più stretti, tra cui Forza Italia.
È lecito intuire che con questa riforma possano presto ritornare in Parlamento molti collusi, indagati e condannati, tra i quali potrebbe spiccare proprio il nome di Silvio Berlusconi, magari nominato direttamente da Napolitano, tra i cinque illustri, prima di rassegnare le sue dimissioni che probabilmente avverranno prima di quanto si possa pensare.
Il successore in pectore è Amato, fedelissimo dello stesso Presidente e ben voluto da tutti i partiti di maggioranza.

Si mobilitino (pacificamente) le piazze o sarà la fine.

venerdì 11 luglio 2014

Le Armi Atomiche in Italia





C'è un angolo della provincia di Brescia dove la Guerra Fredda non è mai finita. Negli hangar dell'aeroporto di Ghedi ci sono ancora oggi caccia italiani pronti al decollo per andare all'attacco con bombe nucleari sotto le ali. Incredibile? Non è la sola rivelazione sull'arsenale atomico attivo nel nostro Paese. Una ricerca della Fas, Federation of American Scientists, documenta come l'Italia custodisca il numero più alto di armi nucleari statunitensi schierate in Europa: 70 ordigni su un totale di 180.
E siamo gli unici con due basi atomiche: quella dell'Aeronautica militare di Ghedi e quella statunitense di Aviano (Pordenone). Due primati che comportano spese pesanti a carico del governo di Roma: spese che, a 25 anni dalla fine della Guerra fredda e degli incubi nucleari, appaiono ingiustificabili.

Eppure le forze armate italiane sono fiere di essere al fianco della potenza Usa nella missione atomica, tanto da aver festeggiato da poco le “nozze d'oro” di questa alleanza: i 50 anni dell'arrivo delle testate nucleari a Ghedi. Un anniversario celebrato con tanto di torta alla panna con le bandierine e una targa commemorativa che loda queste armi terribili “per avere protetto le nazioni libere del mondo”.

Ufficialmente, questo arsenale in Italia non esiste: né il governo di Washington né quello di Roma hanno mai ammesso la loro presenza. E nella targa commemorativa appena inaugurata non si accenna neppure ad esse: si parla genericamente di “missione Nato”. Il riserbo che, però, circonda questi armamenti presenti sul suolo italiano è un classico segreto di Pulcinella. Che viene demolito dall'esperto americano di armamenti Hans Kristensen, direttore del “Nuclear Information Project” dell'organizzazione “Federation of American Scientists” con sede a Washington DC, che ha appena pubblicato un rigoroso studio sulle armi nucleari Usa presenti nella base di Ghedi.

Kristensen cita due informazioni tecniche che permettono di dimostrare la presenza di queste armi a Ghedi: «Uno dei più importanti segni rivelatori è la presenza del 704esimo Squadrone Munitions Support (Munss), un'unità della US Air Force che consta di circa 134 militari e che ha il compito di proteggere e mantenere operative le 20 bombe nucleari B-61 presenti nella base. Il Munss non sarebbe presente nella base se non ci fossero armi nucleari. Esistono solo quattro unità Munss nell'aviazione militare statunitense e sono dislocate nelle quattro basi in Europa dove le armi nucleari sono conservate per essere lanciate da aerei della nazione ospitante».

Il secondo segno rivelatore, spiega Kristensen, è la presenza di alcuni speciali veicoli Nato fotografati dai satelliti: in gergo si chiamano “Nato Weapons Maintenance Trucks” (WMTs), grandi camion militari equipaggiati di complesse tecnologie. «La Nato ha dodici di questi camion, che sono progettati in modo specifico per permettere di fare la manutenzione delle bombe nucleari sul posto, nelle basi in cui sono immagazzinate in Europa.

Un'immagine satellitare, fornita da Digital Globe attraverso Google Earth, mostra uno di questi camion Wmt parcheggiato vicino gli alloggiamenti del 704esimo Squadrone Munss a Ghedi in data 12 marzo 2014. Un'immagine più vecchia del 28 settembre 2009, mostra due camion Wmt nella stessa posizione», scrive Kristenssen.

Le venti bombe di Ghedi sono di proprietà americana, custodite da militari statunitensi. Hans Kristensen spiega a "l'Espresso" che gli ordigni della base sono di due tipi: i B61-4 con potenze da 0.3 a 50 kiloton e i B61-3 con potenze da 0.3 a 170 kiloton, ovvero 11 volte la carica dell'atomica che distrusse Hiroshima nel 1945. Ma è previsto che queste armi devastanti vengano sganciate da cacciabombardieri Tornado italiani: i velivoli del Sesto Stormo. Un reparto celebre, i cui piloti vengono chiamati “I diavoli rossi”: sono stati i protagonisti delle campagne aeree in Iraq nel 1991, in Bosnia nel 1996, in Kosovo nel 1999 e due anni fa in Libia. Assieme alle missioni di bombardamento convenzionale, gli equipaggi vengono continuamente addestrati per l'eventualità di uno “strike nucleare”. E nel futuro sono destinati a proseguire questo doppio compito sugli F-35, che avranno la capacità di imbarcare gli ordigni nucleari.

Ma questa eredità della Guerra Fredda pone un triplice problema, che dopo cinquant'anni di silenzio dovrebbe finalmente venire affrontato dal Parlamento: le spese a carico dell'Italia per l'arsenale nucleare, la sua legittimità in base ai trattati internazionali e i pericoli per la popolazione.

RISCHIO ATOMICO
Esistono pericoli per la popolazione italiana legati alla presenza di queste armi nella basi di Ghedi e Aviano? Ovviamente tutta la materia è coperta da un ferreo segreto militare. Kristensen, però, non manca di ricordare uno studio del 1997 commissionato dalla stessa US Air Force che evidenziava il rischio di esplosione nucleare nel caso in cui un fulmine avesse colpito il deposito di un ordigno nella fase di smantellamento, ossia quando la testata viene smontata dal resto della bomba. Un'eventualità remota, ma che è stata presa in seria considerazione dal Pentagono. Probabilmente questo è uno dei motivi che hanno portato la Nato a pianificare una sostituzione graduale dei camion speciali Wmt con veicoli più avanzati, in gergo militare “Stmt”, che offrono anche una protezione maggiore dai fulmini. Dieci di questi Stmt sono pronti per le basi di Italia, Belgio, Olanda, Germania, Turchia, i cinque paesi in cui sono schierate tutte le armi nucleari americane presenti in Europa. La consegna dei camion Stmt è prevista per questo mese: costano un milione e mezzo di euro ciascuno.

LEGITTIMITA'
Come fa notare l'esperto Hans Kristensen, la presenza di questi ordigni americani pronti all'uso nelle basi italiane pone numerosi quesiti. I nostri piloti si addestrano per essere sempre pronti a utilizzare le bombe nucleari, come previsto dal patto segreto con gli Usa. Ma l'Italia e gli Stati Uniti hanno firmato il Trattato di non proliferazione, che impone di “non ricevere armi nucleari o il controllo diretto o indiretto di esse da nessuno”. È vero che le armi nucleari sono arrivate a Ghedi nel 1963, in un periodo precedente al Trattato di non proliferazione. Oggi però questo accordo è una pietra fondante della comunità internazionale: come si può conciliare con quello che avviene a Ghedi?

SPESA PUBBLICA
Il problema dei costi, infine, è un altro grande punto dolente. Kristensen non fornisce cifre, ma scrive che l'Italia «si fa carico della presenza nella base di Ghedi del 704esimo Squadrone Munss, dell'aggiornamento delle misure di sicurezza necessarie per proteggere le armi, dell'addestramento dei piloti e del mantenimento degli aerei Tornado che devono attenersi a rigorose procedure di certificazione per essere idonei alle missioni nucleari. E inoltre ci si aspetta che il costo nella messa in sicurezza delle bombe B-61nelle basi europee aumenti più del doppio nei prossimi anni (fino a 154 milioni di dollari) per assicurare gli aumentati livelli di sicurezza richiesti dall'immagazzinamento delle armi nucleari americane». Tutti costi che, scrive Kristensen, sono sempre più difficili da giustificare, data la grave situazione finanziaria dell'Italia.

Lo studioso dà alcune misure per far capire l'incidenza della crisi economica nel ridimensionamento delle spese militari: le ore di volo annuali dell'Aeronautica sono scese da 150mila nel 1990 a 90mila nel 2010, l'addestramento è stato ridotto dell'80 percento tra il 2005 e il 2011. E altri tagli sono in arrivo. In queste condizioni, conclude lo studioso, sarebbe meglio che l'Italia mantenesse una forza nucleare solo se davvero le servisse. Ma abbiamo veramente bisogno delle bombe atomiche?

Nella targa commemorativa che celebra il 50esimo anniversario, le armi di Ghedi vengono celebrate, seppure senza menzionarle, per “aver protetto le nazioni libere del mondo” anche dopo la fine della Guerra fredda. «Questa, nel migliore dei casi è un'esagerazione», scrive Hans Kristensen, «è difficile, infatti trovare una qualche prova che le armi nucleari non strategiche schierate in Europa dopo la fine della Guerra fredda abbiano protetto una qualsiasi cosa o che la loro presenza sia in qualche modo rilevante. Oggi la più grande sfida sembra essere quella di proteggere queste armi e di avere i soldi per farlo».

Fonte

giovedì 10 luglio 2014

Anonymous dichiara guerra ad ISIS supportata dagli USA



Mentre la Forza Quds iraniana sta aiutando l'esercito iracheno, e alcuni droni armati americani perlustrano i cieli sopra Baghdad, alle entità che combattono contro lo Stato Islamico (IS, ex ISIS) in Iraq si è aggiunto un affiliato virtuale. In un video messaggio su YouTube una della fazioni di Anonymous chiamata The Anonymous Message, espone le motivazioni che hanno portato all'"Operazione NO2ISIS”, una campagna di hackeraggio che mira a colpire l'infrastruttura informatica degli Stati che supportano i militanti dell'IS.
Nonostante gli attori a livello locale come Iran e Arabia Saudita si considerino gli iniziatori di una guerra indiretta per difendere la propria sfera geopolitica di influenza, Anonymous afferma di intervenire in nome dei cittadini iracheni indifesi. 

“Il popolo iracheno ha passato quasi due settimane in uno stato di atroce terrore, che nessuno di noi conoscerà né proverà mai in vita sua,” afferma il solito uomo con il volto coperto dalla maschera di Guy Fawkes. “Questi selvaggi senza religione o moralità hanno l'inclinazione a bruciare, uccidere e saccheggiare tutto ciò che trovano al loro passaggio. Devono essere fermati.” 

Nel video si afferma che degli hacker dell'IS hanno violato uno dei loro account Twitter, @TheAnonMessage, twittando foto esplicite di un attacco dell'IS nei pressi di Baghdad. Il portavoce nel video si scusa per l'hack e per i contenuti pubblicati, dicendo che “sono stati presi provvedimenti” per rendere sicuro il loro account contro “futuri tentativi di hacking.”  

Oltre a dichiarare il supporto di Al-Jazeera all'IS, affermando che l'emittente oscura la propria “reputazione rigurgitando le vostre bugie e il vostro supporto traditore all'IS” e che “non ci sfuggirete,” Anonymous chiama in causa tre stati sospettati di supportare il gruppo terrorista islamico. 

“Questo è un messaggio per gli stati di Qatar, Turchia e al Regno dell'Arabia Saudita; non sfuggirete alla nostra collera. Abbiamo le prove del vostro continuo supporto e dei rifornimenti che consegnate all'ISIS. Se non fate cessare questa situazione immediatamente saremo costretti a scatenare tutto il nostro esercito contro i vostri patetici aborti di cyber-sicurezza,” afferma. 

Grazie alla concessione di una fonte anonima, Forbes riporta che Anonymous sta puntando i sostenitori dell'IS perché il gruppo e la sua struttura lasciano poche impronte virtuali vulnerabili ai loro attacchi. “Non siamo in grado di colpire l'ISIS perché combattono principalmente su terra. Ma possiamo stare dietro alle persone o agli Stati che li finanziano,” ha detto la fonte anonima a Jasper Hamill, collaboratore di Forbes. 

La stessa fonte ha dichiarato che lo stile con cui gli hacker responsabili dell'infiltrazione nell'account @TheAnonMessage hanno attaccato era molto simile alle tattiche utilizzate dall'Esercito Elettronico Siriano (SEA)—un gruppo responsabile degli attacchi al New York Times, a Reuters e del costoso tweet AP che diceva che Barack Obama era rimasto ferito in un'esplosione alla Casa Bianca. Secondo Forbes le dichiarazioni rilasciate dalla cellula di Anonymous di un potenziale collegamento tra l'IS e il SEA, è uno sviluppo interessante in un conflitto che potrebbe diventare virtuale. 

Il gruppo di Anonymous non è solo. Reduce di un cambio nel nome da jihad (prima era lo Stato Islamico in Iraq e in Siria, adesso semplicemente “Stato Islamico”),e dopo aver dichiarato l'istituzione del proprio Califfato nel nord dell'Iraq), un hashtag è apparso in Iraq a giugno—#No2ISIS—al fine di combattere l'aggressiva campagna mediatica dell'ISIS. L'hashtag sembra aver ispirato anche il nome che Anonymous ha dato all'operazione contro i sostenitori dell'IS.  

Ma finora IS ha mostrato poco interesse per l'hashtag #No2ISIS, e molti supporter online se ne prendono gioco. Un sospettato combattente con il soprannome di Al Janabi, ha criticato le tempistiche dell'hashtag: 


Un altro utente attivo di Twitter collegato all'IS ha twittato qualcosa di simile una settimana prima, affermando l'indifferenza dell'hashtag verso i crimini di guerra compiuti dagli sciiti: 



Fondamentalmente, il video di Anonymous Message potrebbe non contare niente, soprattuto ora che l'organizzazione di hacking sta passando una fase di crisi di identità. In ogni caso il Qatar, l'Arabia Saudita e la Turchia dovrebbero aver imparato dai recenti attacchi di Anonymous e prendere precauzioni oppure prepararsi ad essere colpiti.

Fonte