lunedì 30 giugno 2014

Il MUOS è sempre più vicino. Diffondete la protesta




Grande fermento fra gli attivisti dei Comitati No Muos che, dopo la discussione al Senato della scorsa settimana, hanno visto anche la Camera votare contro la mozione presentata dall’Intergruppo per la Pace.

Camera e Senato hanno, di fatto, autorizzato e legittimato l’installazione delle tre parabole del Muos all’interno della base NRTF-8, nel cuore della sughereta di Niscemi.

I Comunicati Ufficiali dei Comitati sono stati molto duri e decisi nel confermare la volontà degli attivisti a continuare la lotta contro l’installazione americana, restando comunque ancora viva la speranza che il Verificatore del TAR Sicilia, il prof. Marcello D’Amore possa e voglia mettere in atto tutte le procedure volte a verificare e confermare l’effettiva nocuità del Muos.

A questo proposito abbiamo raggiunto telefonicamente Peppe Cannella, rappresentate del Comitato No Muos di Modica ed a lui abbiamo chiesto cosa pensi di quanto sta accadendo a Roma, riguardo al Muos, presso i ”palazzi del potere”.

"Quanto accaduto anche alla Camera è l’ennesima dimostrazione che, a livello istituzionale, il Governo italiano, sia quello attuale che quello precedente, avevano già deciso tutto. Nel senso che il “progetto Muos” era stato definito fin dall’inizio e si doveva attuare ad ogni costo".

Quindi, tutto quanto accaduto fin’ora, provvedimenti, sequestri, dissequestri, audizioni, mozioni ecc… sono stati soltanto una presa in giro per la gente di Niscemi e per il popolo dei No Muos?
”Non direi una presa in giro – afferma Cannella - credo i governi che si sono succeduti, regionali e nazionali, abbiano sottovalutato quelle che sarebbero state le reazioni della popolazione. Credo che, inizialmente abbiano pensato che tutto potesse procedere senza grandi polveroni, come fosse un progetto “a fari spenti”, ma non avevano fatto i conti con la reazione dei Comitati che si sono costituiti quasi immediatamente, una volta nati i Comitati, l’intero movimento No Muos si è mosso e quel loro “progetto a fari spenti” è diventato tutt’altra cosa… Abbiamo sollevato questioni importanti – continua l’attivista modicano - non solo fisicamente, ostacolando e rallentando i lavori alla base e con le manifestazioni, ma anche azioni importanti dal punto di vista legale e tutto ciò che abbiamo prodotto in termini di studi e testimonianze scientifiche, ha “scompigliato” i progetti sia al Governo che al ceto istituzionale."

Quindi i Senatori della Commissione Ambiente del Senato sono stati quasi costretti a fare le audizioni dello scorso marzo?
“Si, le Commissioni del Senato che son venute ad ascoltarci a Caltanissetta e a Roma, hanno voluto darci una sorta di contentino. Hanno colto alcuni spunti dalle nostre dichiarazioni e li hanno usati per cercare di “addolcire” una medicina molto amara, perché quello che si evince dalle decisioni del Senato e soprattutto della Camera, è che” il Muos, si, potrebbe essere un po’ pericoloso, però noi faremo delle cose per cui tutto diventa accettabile”: vergognoso".

Si è parlato tanto di “incentivi” in questi giorni?
“Si ed è vergognoso sentire parlare, nel documento approvato alla Camera, di incentivi che andranno a sostenere la filiera agro alimentare e i prodotti agricoli dell’area niscemese, come se tentassero di rimediare ad un danno così importante, dando loro un contentino. Questo è ridicolo e inaccettabile. Com’è inaccettabile che, soprattutto alla Camera, nessuno dei partiti presenti abbia voluto trattare la questione pacifismo. Ci aspettavamo, da parte del Parlamento, che si sollevasse un moto di orgoglio e di ribellione da parte di alcune componenti che tanto hanno dato nella lotta pacifista contra la base militare di Comiso. Il nuovo PD, per esempio, aveva rappresentato un “pezzo” importante del movimento pacifista a quel tempo., è invece nulla: tutti, o quasi, sono rimasti completamente adagiati e non hanno sentito il bisogno di far rilevare come il Muos sia una strumento di guerra che sdogana le guerre tecnologiche fatte di droni e quant’altro, sdogana anche la presenza iper- tecnologica degli U.S.A. in tutta l’area del Mediterraneo. Questa “cecità” è inaccettabile e suscita grande amarezza".

Il sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano ha fatto del Muos un elogio e lo ha definito un mezzo di difesa giustificato da trattati e accordi bilaterali che ne giustificano la presenza e anzi lo rendono indispensabile per la difesa del nostro paese..
“Il sottosegretario Alfano ha fatto una figura decisamente ridicola, sembrava che leggesse una velina scritta da altri. In molti passaggi è apparso molto disinformato, come se recitasse e molti passaggi sono stati superficiali e non aderenti alla realtà. Ha fatto una narrazione a tratti addirittura ”caricaturale”, cioè l’ha fatta diventare un opera importante che serve a tutti noi, come se portasse vantaggi e gioia e che eventuali problemi, se mai dovessero nascere da campi elettromagnetici, possano essere tranquillamente controllati con sistemi di monitoraggio. Ma la cosa più assurda è che abbia fatto passare la relazione dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), come un “lasciapassare” a 360°, come se tutti gli aspetti sanitari della questione MUOS fossero del tutto superati dal parere dell’ISS, cosa che non è assolutamente vera".

Cannella, lei ha presentato alla Commissione Ambiente del Senato una corposa relazione sull’ impatto psicologico e quindi sul danno esistenziale che le antenne stanno già esercitando sulla popolazione niscemese.
”Il danno esistenziale è stato praticamente ignorato, ma noi continueremo a fornire contributi scientifici mirati, atti a dimostrare la gravità della situazione a livello esistenziale per la gente che vive in quelle zone.”

E dell’esclusione dei Comitati dai tavoli tecnici?
"Altra cosa inaccettabile. Il movimento No Muos è stato completamente escluso dai tavoli di concertazione. I Comitati sia del Coordinamento che pezzi importanti del Movimento, su questi aspetti del confronto con le istituzioni hanno mostrato perplessità, ma nonostante ciò, sono sempre stati presenti, collaborando e fornendo quanto fosse a loro disposizione. Erano certi sarebbero stati sentiti e presi in considerazione ai tavoli tecnici, ma così non è stato.
Questa esclusione del Movimento No Muos – prosegue Cannella - fa’ chiarezza su come dovremo comportarci nei prossimi mesi e sicuramente agisce sul nostro orgoglio per farci mettere in cantiere iniziative come quella del campeggio del 6/12 agosto e della manifestazione nazionale già prevista per il 9 dello stesso mese. Ovviamente restiamo in attesa del pronunciamento del prossimo novembre del TAR Sicilia a proposito dei ricorsi presentati".

Per la manifestazione del 9 Agosto avete già previsto come muovervi?
”Ci sarà sicuramente un grossa manifestazione, le modalità della quale, verranno decise nel corso di assemblee che si terranno nelle prossime settimane. Certo è che tutte le componenti del movimento No Muos saranno coinvolte, già domenica 29 ci sarà una riunione nel corso della quale si cominceranno a disegnare le linee guida sia del campeggio che della manifestazione".

Un messaggio ai politici?
”Noi non abbiamo paura, la forza delle nostre idee non si ferma – conclude Peppe Cannella - la nostra protesta, forte e pacifica, continua. I Comitati No Muos, l’intero movimento non è assolutamente disposto a subire passivamente quanto deciso nei palazzi del potere e pur consapevoli che diversi gruppi del Parlamento hanno preso posizione favorevole alle nostre istanze, vogliamo ricordare ai politici che noi il Muos non lo vogliamo e faremo tutto quanto di pacifico, in nostro potere, perché questi signori vadano via.”

Fonte

sabato 28 giugno 2014

Inghilterra Pronta ad Uscire dalla UE





Dopo la nomina di Jean-Claude Juncker alla presidenza della commissione Ue, la dtampa inglese tuona unanime, appoggiando il premier britannico David Cameron che si era opposto strenuamente.
Adesso la Gran Bretagna potrebbe essere più vicina all’uscita dall’Ue.

'Un passo avanti verso l’uscita dall’Europa’, titola Daily Mail, definendo il premier Cameron come ‘il Rooney d’Europa’ dell'Inghilterra eliminata al primo turno della competizione mondiale.

Il Times titola invece: ‘La Gran Bretagna vicino all’uscita dalla Ue’. Una sconfitta, un disastro’ e’ il titolo dell’Independent, mentre il Guardian pure punta a un “Regno Unito vicino all’uscita da Ue” e il Sun si rivolge a Cameron titolando ‘Cam, siamo in guerra con l’Europa’.
Infine, il Financial Times, nel suo editoriale, sostiene che si tratta di un “cambiamento storico di potere all’interno della Ue” e di “un momento pericoloso per le relazioni del Regno Unito con l’Europa”.

David Cameron aveva ragione ad opporsi alla scelta di Jean-Claude Juncker a presidente della Commissione europea, ma ora deve ”contenere il danno” e rinegoziare la permanenza della Gran Bretagna nell’Ue, riconoscendo i limiti di quello che si puo’ ottenere. E’ quanto si legge in un editoriale del Financial Times che afferma come la nomina dell’ex primo ministro del Lussemburgo abbia rappresentato uno ”storico spostamento di potere” in Europa, in favore del Parlamento europeo. Per il quotidiano finanziario, che titola l’articolo di cronaca sugli esiti del vertice “Umiliazione”, e’ la prima volta in cui un grande Stato membro e’ stato sconfitto su una materia europea tanto importante.

”Il rischio – spiega il giornale – e’ che ora Juncker si inchinera’ piu’ di fronte al Parlamento che agli Stati membri”. E ancora ”Juncker non non e’ l’uomo per dare credibilita’ all’Ue dopo le elezioni dello scorso mese, in cui i partiti euroscettici hanno ottenuto buoni risultati”. Secondo il giornale, Cameron deve ora ”accettare con garbo la nomina e assicurare un forte pacchetto economico alla Gran Bretagna”. Allo stesso tempo, continua il Financial Times, ”Juncker e Angela Merkel avranno in questo un ruolo vitale e devono riconoscere che gli eventi di questa settimana hanno rafforzato gli euroscettici britannici”.

L'Eurodittatura ora è più salda e i cittadini più succubi. Al male non c'é mai fine...

Fonte:
http://www.stopeuro.org/linghilterra-passo-dalluscita-dalla-ue-scrive-financial-times-via-questa-ue-scrive-times/

Europee, ecco la profezia mortale di Luttwak: “L’Italia uscirà dall’euro, Renzi è un bluff”




“Renzi non riuscirà a non onorare gli impegni con la Merkel e l’Italia dovrà uscire dall’euro”. La profezia, funesta, è del politologo americano Edward Luttwak che intervistato da Affaritaliani.it avverte: “Gli Usa hanno interesse che l’Europa resti unita e che ritrovi la via della crescita perché questo consente al Vecchio Continente di avere un cambio euro/dollaro elevato sui mercati valutari”.

Il successo dei No Euro – Dovevano essere le elezioni dello sfondamento degli euroscettici e in qualche misura lo è stato. I partiti contro l’euro e ostici alla Bce hanno trionfato, conquistando il primato nei rispettivi paesi, solo in Francia con il Front National di Marine Le Pen, in Gran Bretagna con l’Ukip di Nigel Farage e in Ungheria con il Fidesz di Viktor Orban. Nei restanti paesi Ue i No Euro sono andati bene, ma la presidenza della commissione finirà ancora una volta al Ppe e a Jean-Claude Juncker, per la gioia di Obama e delle grandi banche d’affari statunitensi. “L’interesse americano – afferma Luttwak – è che l’Europa goda di buona salute e che ci sia sempre un euro forte”, trend “sostenuto incredibilmente e in maniera fanatica anche dalla Banca Centrale Europea”. Draghi dunque starebbe facendo il gioco degli Usa, invece che aiutare la crescita del Vecchio Continente. Poi il politologo sgancia la profezia. Ora che in Italia e in Spagna i partiti tradizionali hanno tenuto l’attacco dei no euro e, nel caso italiano, Matteo Renzi ha sconfitto in casa il pericolo grillino, per i Paesi del Pigs (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna) si apre la grande sfida e cioè “ritrovare la via della crescita”, spiega Luttwak. Ma non è facile, anzi. In primis, “perché Spagna e Italia hanno rifiutato di intraprendere un serio cammino di riforme”. In secondo luogo perchè “rimanere nell’euro, soprattutto per l’Italia, vorrebbe dire fare ricorso per i prossimi anni ancora a pesanti politiche di austerità dettate dal Fiscal Compact”.

Renzi e l’uscita dall’euro – Politiche di austerità corrispondono secondo il professore ad avere “zero deficit e una riduzione del 2% del debito all’anno”, una sforbiciata “di 40 miliardi, 10 Imu” ogni 12 mesi”. Uno scenario che “condannerà le prossime generazioni alla disoccupazione strutturale e che Renzi non potrà evitare a meno di un’uscita dall’euro o di non rispettare i nuovi dictat dell’Unione Europea: trovare 10 Imu all’anno è una pura fantasia. Vorrebbe dire strozzare l’economia”, sentenzia Luttwak. Si tratterebbe quindi di salutare la Merkel e di non onorare gli impegni presi nei mesi scorsi. “Renzi farebbe meglio a rivelare il suo piano”, conclude Luttwak e cioè che “non intenderà rispettare mai i patti europei. Sarebbe più serio”

Perchè gli Stati Uniti ci guadagnano – Poi il professore ritorna sulle europee e su come una tenuta dell’euro può solamente giovare gli States, spiegandone i motivi, ma sopratutto i guadagni. Lo spread è tornato oggi a scendere nei Paesi che utilizzano il rapporto Btp e Bund tedeschi (per l’Italia da 200 della settimana scorsa a 160 di lunedi 26 maggio), le borse a crescere e la moneta unica, dopo le europee, continuerà comunque a rimanere forte sul dollaro. “Un dollaro debole, da mantenere il più possibile a questi livelli, è una situazione super-vantaggiosa per gli Usa: un volano per le esportazioni che spingono al rialzo il Pil e, di conseguenza, al ribasso il rapporto debito/Pil”, spiega Luttwak.

Lo spread e la speculazione – Riguardo agli improvvisi aumenti dei giorni scorsi dello spread il politologo si dice convinto che “non si è trattato di movimenti strutturali che miravano a una disgregazione dell’euro, quanto soltanto di volatilà: alcuni operatori finanziari hanno approfittato dell’incertezza scommettendo sulle vendite per guadagnare”. Un discorso che qualche giorno fa era stato anticipato da Massimo D’Alema che sottolineava come “le voci circa l’avanzata di Grillo a ridosso del Pd “erano il frutto di una manovra di speculazione finanziaria, e propio per questo lo spread aveva fatto un balzo in alto, permettendo a chi ha diffuso le voci di comprare titoli a maggior rendimento”.

Fonte:
http://www.stopeuro.org/europee-profezia-mortale-luttwak-litalia-uscira-dalleuro-renzi-bluff/


Location:Viale Mille Pini,Marina di Ginosa,Italia

venerdì 27 giugno 2014

Il Bitcoin Diventa Moneta Legale in California














NEW YORK (WSI) - Il disegno di legge chiamato 'Lawful Money' è passato. Il Senato californiano prima e l'Assemblea poi hanno dato il via libera alla circolazione del Bitcoin come valuta legale nello Stato occidentale americano.

Per diventar legge manca solo la firma del Governatore Jerry Brown.

Le leggi esistenti vietano alle aziende, alle associazioni e agli individui di emettere o mettere in circolazione monete diverse dai dollari, l'unica moneta legalmente accettata al momento negli Stati Uniti.

Cambiando le norme, le cose cambieranno ben presto e le criptomonete diventeranno realtà. Almeno in California. La sensazione è che altri Stati seguiranno l'esempio.

Cos'é il Bitcoin?
Il Bitcoin (simbolo: ฿; codice: BTC o XBT) è una moneta elettronica creata nel 2009 da un anonimo conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, sviluppando un'idea dello stesso autore presentata su Internet a fine 2008. Il nome Bitcoin si riferisce anche al software open source progettato per implementare il protocollo di comunicazione e la rete peer-to-peer che ne risulta. Convenzionalmente, il termine Bitcoin maiuscolo si riferisce alla tecnologia ed alla rete mentre il minuscolo bitcoin si riferisce alla valuta in sé.

A differenza della maggior parte delle valute tradizionali, il Bitcoin non fa uso di un ente centrale: esso utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni, e sfrutta la crittografia per gestire gli aspetti funzionali come la generazione di nuova moneta e l'attribuzione di proprietà dei bitcoin.

La rete Bitcoin consente il possesso ed il trasferimento anonimo delle monete; i dati necessari ad utilizzare i propri bitcoin possono essere salvati su uno o più personal computer sotto forma di "portafoglio" digitale, o mantenuti presso terze parti che svolgono funzioni simili ad una banca. In ogni caso, i bitcoin possono essere trasferiti attraverso Internet verso chiunque disponga di un "indirizzo bitcoin". La struttura peer-to-peer della rete Bitcoin e la mancanza di un ente centrale rende impossibile per qualunque autorità, governativa o meno, di bloccare la rete, sequestrare bitcoin ai legittimi possessori o di svalutarla creando nuova moneta.

Bitcoin è una delle prime implementazioni di un concetto definito criptovaluta qui, descritto per la prima volta nel 1998 da Wei Dai su una mailing list.

Il controvalore totale dell'economia Bitcoin, calcolato a dicembre 2012 era di circa 140 milioni di dollari statunitensi, in aprile 2013 1,4 miliardi di dollari statunitensi[5], nel novembre 2013, con un cambio 1 bitcoin = 540 USD, il controvalore sale ancora a più di 6 miliardi di dollari statunitensi.

L'economia basata sui bitcoin è ancora molto piccola, se paragonata ad economie stabilite da lungo tempo, ed il software è ancora in uno stato di beta release, tuttavia sono già commercializzati in bitcoin merci e servizi reali quali, ad esempio, automobili usate o contratti di sviluppo software. I bitcoin vengono accettati sia per servizi online sia per beni tangibili.

Sono moltissimi ormai gli enti, le organizzazioni e le associazioni che accettano donazioni in bitcoin; tra i tanti si possono citare la Electronic Frontier Foundation, The Pirate Bay e la Free Software Foundation. È possibile inoltre acquistare da altri grandi siti come Amazon o eBay attraverso alcuni intermediari. Dal novembre 2013 l'Università di Nicosia, a Cipro, accetta il bitcoin come mezzo di pagamento della tasse universitarie. Alcuni commercianti, utilizzando appositi siti di cambio, permettono di cambiare bitcoin in diverse valute, ivi compresi dollari statunitensi, euro, rubli russi e yen giapponesi.

Chiunque può controllare la catena dei blocchi (detta Blockchain) ed osservare le transazioni in tempo reale. Diversi servizi sono già disponibili per facilitare queste operazioni.

Fonte1

Fonte2




giovedì 26 giugno 2014

Italia Pattumiera Nucleare








Gli euroburocrati che decidono il destino del popolo italiano pensano che italiane ed italiani siano soltanto carne da macello, al massimo cavie per esperimenti non autorizzati dalla gente, ma che comunque vanno in onda sulla nostra pelle di esseri socialmente disuniti.
Dopo aver affondato impunemente per decenni centinaia di navi dei veleni e migliaia di container zeppi di scarti pericolosi delle industrie tedesche, francesi, elvetiche, olandesi eccetera – sempre a Bruxelles si sono detti: perché scontentare Piemonte, Lazio, Campania e Basilicata, che si terranno per sempre le scorie. E non fare una sorpresa alla Sardegna?

«Il Deposito Nazionale sarà costituito da una struttura di superficie, progettata sulla base degli standard IAEA e delle prassi internazionali, destinata allo smaltimento a titolo definitivo dei rifiuti radioattivi a bassa e media attività».
E’ quanto è scritto a pagina 30 dell’audizione Sogin Spa, ovvero «Atto del Governo n° 58 (Gestione combustibile nucleare esaurito e rifiuti radioattivi)».








Dunque, la prima menzogna del Governo italiano è che non ci sarà un unico deposito nazionale. Infatti, per i rifiuti nucleari più pericolosi, ad alta attività o se preferite di terza categoria, è previsto un deposito di smaltimento geologico, vale a dire, nelle profondità delle terra.








In passato, lo Stato italiano ha nascosto una quantità consistente di scorie nucleari, ben 350 metri cubi provenienti dalla centrale atomica militare di Pisa (Camen, già Cresam infine Cisam) nella miniera di Pasquasia in Sicilia (chiusa inspiegabilmente, seppure produttiva), dove ha operato l’Enea per un esperimento in materia di confinamento di scorie nel sottosuolo.









E’ sufficiente esaminare il primo inventario nazionale sulla contabilità nucleare redatto dall’Enea nel 2000 e successivamente dall’Apat, per appurare che dei 700 metri cubi sfornati dal reattore RTS 1, gestito dallo Stato Maggiore della Difesa, mancano oggi all’appello appunto 350 metri cubi.
I depositi di rifiuti nucleari realizzati recentemente dalla Sogin – a Trino, Saluggia, Bosco Marengo, Borgo Sabotino, Garigliano, Trisaia - non sono “confinamenti temporanei” o momentanei, anche se le autorità, gli esperti di regime unitamente agli ambientalisti venduti al miglior offerente, lo vogliono far credere a tutti gli ingenui. Il settimo deposito di superficie sarà impiantato in Sardegna. “Tanto i sardi si vendono in cambio di qualche posto di lavoro, e poi sono già imbottiti di scarti radioattivi che dai vasti poligoni militari sono fluiti nel ciclo biologico”, hanno pianificato dall’alto quelli che comandano a casa nostra, beninteso per conto terzi.
Altra menzogna di Stato: la quantità di scorie da allocare nel predetto sito sardo. L’ultimo inventario nucleare dell’Apat tra rifiuti e combustibile irraggiato, indica una quantità complessiva di 26.137 metri cubi. La Sogin, invece, ne ha già stimato 90 mila metri cubi. Qual è la reale provenienza di ben oltre 60 mila metri cubi di scorie atomiche? La risposta è scontata: l’Europa.
Basta una semplice ricerca e due minuti di tempo per appurare che dietro le due direttive Euratom (2009/71 – 2011/70) si nascondono nientedimeno che i soliti profittatori internazionali. La Svizzera, ad esempio, non fa parte dell’Unione europea, ma detta legge in materia di spazzatura nucleare, dopo aver già inondato il nostro Paese, con la sua incontenibile immondizia chimica e nucleare.








Agli scettici, a parte il decreto legislativo del 4 marzo 2014, emanato da Napolitano, si raccomanda la lettura di un illuminante documento dell’Enea stilato ad uso del Governo italiano, licenziato espressamente il 3 febbraio 2014 per le Commissioni riunite Ambiente e Industria Senato della Repubblica si legge:
«All’art. 3 comma 6 vengono fissate le condizioni alle quali sono soggette le spedizioni, importazioni ed esportazioni di rifiuti radioattivi e di combustibile nucleare esaurito che possono essere smaltiti anche in Paesi Terzi con i quali siano vigenti specifici accordi sotto l’egida della Comunità. Infatti la Direttiva riconosce esplicitamente i possibili benefici di un approccio “dual track”, tendente ad affiancare alla creazione di un deposito nazionale anche un deposito geologico multinazionale condiviso, che possa essere incluso nei programmi di gestione dei rifiuti radioattivi nei vari Paesi Europei. Per quanto riguarda i rifiuti ad alta attività, l’ENEA aderisce all’Associazione privata “ARIUS” (Association for Regional and International Underground Storage, con sede in Svizzera) dalla sua creazione nel 2002, della quale ha anche detenuto per qualche tempo la presidenza e partecipa ai lavori di ERDO-WG (European Repository Development Organisation – Working Group). Tale gruppo ha la proprietà del concetto di deposito consortile europeo condiviso per quelle nazioni che, essendo dotate di modesti inventari di rifiuti nucleari, troverebbero di difficile gestione ed antieconomica la collocazione di tali materie in un deposito definitivo nazionale. La Direttiva, anche per il lavoro di sensibilizzazione svolto da ARIUS presso la Commissione Europea, considera questa opzione anche in caso di destinazione verso Paesi terzi esterni all’Unione, previo accordo con la Comunità (Ch.1 Scope, Definitions and General Principles, art.4, punto 4). Si ritiene necessario sottolineare che l’adesione dell’Italia alla costituzione del consorzio ERDO (European Repository Development Organisation) per lo sviluppo di un deposito geologico profondo regionale condiviso in ambito europeo è una opzione importante sia dal punto di vista politico, che dal punto di vista dell’accettabilità sociale; prevede una strategia ed una decisione a livello istituzionale, anche alla luce di quanto avvenuto in Italia con l’esito del referendum che ha, di fatto, sancito la chiusura del programma nucleare nel nostro Paese e, quindi, il proprio inventario dei rifiuti radioattivi rimarrà nei prossimi anni pressoché stabile».
Esaminando una miriade di carte ufficiali (Governo, Sogin, Enea, Unione Europea, Iaea) è facile rendersi conto che dietro a tutto si profila un unico intento, mascherato a parole dalla sicurezza ambientale, vale a dire, il profitto economico a tutti i costi quel che costi.
Dagli anni ’50 non è cambiato nulla, sempre a prendere ordini dagli “alleati” angloamericani. Nel 1959 ad Ispra in provincia di Varese, viene allestito il primo reattore nucleare (impianto di ricerca poi regalato all’Europa): è la premessa per la produzione di energia generata dall’atomo, senza valutare le conseguenze ambientali e sanitarie, sul territorio e da danno della popolazione. Così l’Italia eterodiretta per volere di Washington innalza le sue centrali in luoghi inidonei, con il fine certo di produrre energia elettrica, ma al contempo plutonio, utile per le bombe atomiche. Latina con il reattore a grafite e uranio. Trino Vercellese e Garigliano alimentate dall’uranio arricchito. Nel 1980 giunge anche Caorso, in mezzo al Po, un impianto che funziona con gli stesso combustibili del Garigliano. Nel frattempo, dal 1963 è attiva anche la centrale nucleare militare, ovviamente segreta del Camen, oggi Cisam, ed una miriade di reattore nucleari di ricerca: università di Palermo, Milano, Padova, Pavia. L’Italia non aveva e non ha una politica ecologica di smaltimento della spazzatura nucleare. Non a caso – attesta la banca dati internazionale Iaea – nel 1967 inabissa i primi 23 metri cubi di scorie nucleari, consentendo in seguito ad alcuni Stati europei che vanno per la maggiore (Germania, Francia, Svizzera, ad esempio) di inabissare nel Mediterraneo di tutto e di più.

A metà degli anni ’60 il Governo italiano realizza in Basilicata il primo cimitero nuclere, machedrabdolo con un centro di ricerca, prima dle Cnen, poi dell’Enea. Alòla Trusaia. a parte l’Itrec, ha operato attivamente l’Eni con una fabbrica di combustibili nucleari in società con un’azienda del governo inglese, ossia l’UKAEA. Le 86 barre dell’Elk River cedute da Washington – 20 soltanto riprocessate – sono ben altra cosa cosa, ovvero il ciclo uranio-torio. L’Eni ai magistrati ha sempre negato la produzione di plutonio alla Trisaia. Ma a luglio del 2013, in un’operazione quasi segreta, sono stati portati via da questo centro atomico in Lucania, ben 20 chilogrammi di uranio e plutonio, poi imbarcati su una nave diretta negli Stati Uniti d’America. Obama al recente vertice europeo di fine marzo ha ringraziato i maggiordomi della repubblichetta delle banane, per la cessione gratuita del materiale strategico. Appunto: quanto plutonio è stato prodotto dalle 5 centrali nucleari italiane? A proposito mister Napolitano, dove è finito?
Ma chi si è arricchito realmente con l’affarone dell’atomo nel belpaese? Vediamo un pò: prevalentemente società nordamericane e inglesi: General Electric, Westinghouse, Abb, Ukaea, Eni, Enel, Fiat. A pagare in termini economici nonché di perdita di salute è soltanto la popolazione, che non ha avuto benefici di alcun genere. Infatti l’attività di decomissioning viene finanziata dall’ignaro contribuente italidiota attraverso la componente A 2 della tariffa elettrica (la bolletta della luce). Lo hanno stabilito il Decreto interministeriale 26 gennaio 2000, la legge 83 del 2003 e il decreto interministeriale 3 aprile 2006.
Nel 1999 lo Stato ha inventato la Sogin per il decommissioning, inserendola nel portafoglio del ministero del tesoro. Nel 2010 la Corte dei Conti ha bocciato la gestione Sogin, oggi in nettissimo ritardo sulla tabella di marcia. In ogni caso, le ecomafie di Stati e le multinazionali del crimine ringraziano lo Stato tricolore. Tanto pagano sempre i “fessi”. A proposito Matteo Renzi, che ne sarà della centrale nucleare della Difesa, in riva al Tirreno in quel di Pisa?


RIFERIMENTI:
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=NUCLEARE
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=PASQUASIA
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=CAMEN
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=ENEA
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=ENI
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=NAVI+VELENI
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=la+spezia
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2011:199:0048:0056:IT:PDF
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2009:172:0018:0022:IT:PDF
http://www.world-nuclear.org/info/nuclear-fuel-cycle/nuclear-wastes/international-nuclear-waste-disposal-concepts/
http://www.fanr.gov.ae
http://www.iaea.org
http://www.nirs.org/mononline/nm746_48.pdf
http://www.world-nuclear.org/info/Nuclear-Fuel-Cycle/Nuclear-Wastes/Radioactive-Waste-Management/
http://www.enea.it/it/produzione-scientifica/pdf-volumi/RDSSintesi200911I.pdf
http://www.arius-world.org/pages/pdf_2008/WM_08_paperSAPIERRCMcC.pdf
http://www.arius-world.org/pages/pdf_2006_7/05_Braunschweig_11_2007%20.pdf
http://www.arius-world.org/pages/pdf_2006_7/B-EurUP-March%202006.pdf
http://www.arius-world.org/pages/pdf_2006_7/D-Bulletin%20of%20Atomic%20Scientists%20publication-in%20Press.pdf
http://www.arius-world.org/pages/pdf_2006_7/02-Las%20Vegas%20IHLRWM,%20Apr30-May4-2006.pdf
http://www.arius-world.org/pages/pdf2005/ICEM-1329-Stefula-McCombie.pdf
http://www.arius-world.org/pages/pdf2005/IAEA_Safety_Conference-Tokyo-October.pdf
http://www.arius-world.org/pages/pdfs_pub/Dubrovnik%202004%20SAPIERR.pdf
http://www.sapierr.net/
http://www.earth-prints.org/bitstream/2122/1142/1/Amorino-Quattrocchi.pdf

Fonte:
http://www.informarexresistere.fr/2014/04/28/leuropa-ha-decretato-litalia-avra-non-1-ma-7-depositi-di-scorie-nucleari/



martedì 24 giugno 2014

L'Italia s'è desta?







"L'Italia agli italiani" recita il famoso detto popolare.
Ma gli italiani vogliono l'Italia?
Probabilmente il disinteresse pubblico dei cittadini non offre grande prova di patriottismo e nemmeno di identità culturale.

L'italiano medio è confuso. Non si informa e si ostina a fregarsene, conscio che tutto sia marcio, corrotto, che stia andando a rotoli come la carta igienica che puntualmente usa per i suoi bisogni.

In questo menefreghismo popolare, in cui ormai l'assenteismo cronico da informazione, ha prodotto una repulsione nel voler comprendere i fatti, regna da padrone il titolone di Telegiornale e la prima pagina al Bar del quotidiano sportivo.

E pertanto inutile lo sforzo di produrre opposizione politica, dossier controinformativi e francescana rettitudine per illuminare le coscienze.
Lo dice la storia e la cronaca: "gli italiani se ne fregano!".

Chi comanda in Italia, non è il Presidente X o Y, non è il Capo del Gabinetto, ma pur sempre di cesso trattandosi, possiamo dire con assoluta certezza che è la stampa!

La stampa, va smossa, scossa, presa in giro, defenestrata e stuprata, fino a quando, urlando, godrebbe dal dolore e aprirebbe esausa le sue voluttuose fauci, elargendo infine il titolone, che arriverebbe in salsa di pomodoro, frettolosamente condito col parmigiano, sulle tavole degli italiani.

Gli italiani si smuovo part-time o se vogliamo a tempo determinato, ma più che altro oserei dire a "chiamata".
Se qualcuno chiama, rispondono, ovviamente se c'é bel tempo, panini, bibite e perchennó magari un bel concertino.
Le Rivoluzioni di Piazza ormai sono così e le si tengono ben lontane dalle mura di casa.
Anzi a casa, si parla di pallone o di spetteguless, ma la politica, quella è rigorosamente DC, come il Padre Nostro, come il Thé con i biscotti e l'anguria prima del caffé.

Italiani popolo di rivoluzioni celebrali scritte di nascosto sui banchi di scuola, sulle pareti del vicolo cieco, nelle poesie per l'ingrata amata o sulle bacheche di Facebook.

...e quanta vergogna nel tifare Italia, mormorando tra se "...l'Italia s'é desta..."


lunedì 23 giugno 2014

#VendettaDay
















Questa #operazione virale ha un duplice scopo: sensibilizzare l'utente ad interessarsi alla politica e far comprendere come unendo la viralità del messaggio sia possibile comunicare facendo sentire dal basso, la nostra voce di protesta, ai diretti interessati.

Da cittadini liberi, vogliamo #vendetta, per i crimini ambientali commessi nei decenni passati sul nostro territorio nazionale.
Vogliamo #vendetta per i morti causati dallo scempio avvenuto per colpa della politica corrotta, che ha inquinato il suolo, ha avvelenato le acque, ha sporcato i nostri cieli con polveri sottili e diossina.

Vogliamo #vendetta per i miliardi di Euro sprecati in opere faraoniche e inutili che molto probabilmente non troveranno termine, come il Ponte sullo Stretto, la TAV, il MOSE, l'Autostrada Salerno Reggio Calabria, l'EXPO, il TAP, ecc.

Vogliamo #vendetta per le tangenti, la corruzione, i compromessi e i malaffari tra i politici, le associazioni mafiose e le Lobbies.

Vogliamo che i politici la smettano di arrancare con ogni mezzo per tenersi stretto il loro posto e che lascino spazio ai mandanti diretti dei cittadini. I cittadini devono potersi autogovernare per mandato partecipativo e non più rappresentativo.

Vogliamo lavoro, tranquillità, con delle politiche di benessere che tutelino i cittadini italiani e gli garantiscano un reddito di dignità, eliminando le disuguaglianze spropositate tra i soliti raccomandati e gli onesti sfruttati.


Il 5 novembre 2014, copia sul tuo Social Network l'immagine in alto, farai vedere che non sei solo e che migliaia di altri cittadini la pensano come te.

Diffondi ovunque queste parole di libertà affinché raggiungano i criminali del nostro disastro!

Qui il link per collegarvi all'evento:
https://facebook.com/events/322907717860409/







domenica 22 giugno 2014

Immunità ai Senatori Sindaci: è una vergogna!





Mi pare molto completo ed esauriente l'articolo pubblicato da il Fatto Quotidiano, sulla vergognosa proposta di immunità ai senatori sindaci da parte di Calderoli e Finocchiaro...
Buona lettura.

Non smette di suscitare polemiche e frizioni nel Partito Democratico l’emendamento con cui Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli puntano a reintrodurre per i membri del futuro Senato l’immunità esclusa nel testo del governo. “E’ frutto di uno scambio con Forza Italia”, è la spiegazione che si rincorre sia tra le file del Pd che tra quelle del Movimento 5 Stelle riguardo l’emendamento 6.1000 firmato dai relatori. Intanto anche i tecnici del Senato muovono dei rilievi al testo presentato dal governo: l’abolizione dell’immunità per i senatori “potrebbe ritenersi da approfondire alla luce del principio di ragionevolezza“.

“Se la tutela dei senatori riguardasse solo le ‘opinioni espresse’ e i ‘voti dati nell’esercizio delle loro funzioni’ come recita la Costituzione, sarei d’accordo. Ma poiché la guarentigia farà da scudo anche nel caso di altri reati, dico no”. Maurizio Buccarella, capogruppo Cinque Stelle in Senato, al FattoQuotidiano.it traccia un quadro a tinte fosche di quella che sarà la nuova assemblea di Palazzo Madama alla luce della reintrodotta , per ora solo nella discussione parlamentare, immunità dei suoi membri: “Se l’emendamento passasse, non mi sorprenderei nel vedere l’Aula piena di sindaci indagati che approfittano dello scudo parlamentare per restare impuniti”.

A destare le maggiori perplessità è il modo in cui la tutela è uscita dalla porta e rientrata dalla finestra attraverso un emendamento della stessa maggioranza. “E’ un esempio plastico della modalità raffazzonata e propagandistica in cui il governo sta mettendo mano all’impianto costituzionale del paese”, spiega il capogruppo M5S. Se ieri Sandra Zampa affermava che Finocchiaro e Calderoli “ci hanno provato” a “mantenere in vita un privilegio che di questi tempi e con la riforma che stiamo realizzando non ha più ragione di esistere”, Buccarella va oltre: “Da quello che dice la vice-presidente del Pd mi viene da pensare che in ballo ci sia uno scambio tra il governo e Forza Italia: in Senato il governo ha fortemente rallentato l’iter del ddl anticorruzione e questo emendamento sull’immunità sembra la moneta dello scambio con Forza Italia, che vede la reintroduzione del reato di falso in bilancio di cui vogliamo provare a discutere come il fumo negli occhi”.

L’idea fa irrigidire Maria Elena Boschi, in ogni caso sorpresa dall’emendamento: “Il governo aveva fatto la scelta opposta”, sibila il ministro delle Riforme in un’intervista a Repubblica“, ma all’idea di un do ut des la Boschi reagisce: “Ma quale scambio! Berlusconi è fuori dal Senato da alcuni mesi e quindi non c’entra, la richiesta dell’immunità non è una condizione chiesta da Forza Italia. E’ emersa durante i lavori ed è stata sollevata da diverse forze politiche”. Ma tra coloro che vedono nell’improvviso ritorno dell’immunità nel testo della riforma il frutto di un accordo con Berlusconi ci sono anche esponenti del Pd. In una lettera aperta al ministro Boschi, Massimo Mucchetti, presidente della commissione Industria del Senato e tra i 22 firmatari del testo di riforma Chiti, fa notare: “Combinazione, questa brillante idea viene dopo l’ennesimo incontro con il senatore Verdini“.

A 72 ore dal termine stabilito per la presentazione dei sub-emendamenti fissato per mercoledì, la polemica non si placa. Il fuoco di fila proviene principalmente dai fronti Cinque Stelle e Sel. “Il Pd voterà l’ennesimo vergognoso privilegio alla politica pur di tenere in piedi l’accordo (ancora in alto mare) con Berlusconi e Lega? - domanda Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera in quota M5S – sappiate che il vostro alibi preferito ‘non ci sono alternative’ ormai non funziona più. Avete avuto la nostra disponibilità a discutere di riforme. Date una risposta agli italiani”. “Mi auguro che il governo, oltre a lavarsi le mani da ogni responsabilità per l’immunità dei senatori non eletti scaricando l’addebito sui relatori, intervenga concretamente con un preciso emendamento”, afferma la presidente del Gruppo Misto e capogruppo di Sel al Senato, Loredana De Petris, riferendosi alle parole della Boschi – sarebbe davvero inspiegabile che senatori non eletti godessero dell’immunità. Equivarrebbe di fatto a un salvacondotto, soprattutto in un momento come questo, quando numerosissime amministrazioni locali sono oggetto di indagini per reati molto gravi”.

Da maggioranza e opposizione si levano gli scudi. Fabrizio Cicchitto professa tutta la propria fiducia nell’onestà della classe dirigente: “Non si capisce perché dovrebbe essere totalmente eliminata la questione immunità. Sarà impegno di ogni forza politica non eleggere in Senato chi ne potrebbe usufruire strumentalmente per fini della propria situazione giudiziaria”, assicura l’esponente Ncd. Forza Italia respinge l’idea dello scambio. “Noi non c’entriamo – assicura Paolo Romani - è una norma messa dai due relatori Calderoli e Finocchiaro senza dire niente a nessuno”. Poi il capogruppo FI al Senato va oltre: “E’ un discorso che non ci appassiona. Noi abbiamo un’idea non positiva di questo Senato formato dai sindaci e dai rappresentanti regionali, se in più diamo loro l’immunità, proprio non ci siamo”. La voce fuori dal coro tra le file forziste, al solito, è quella di Daniela Santanchè: “Bisogna mantenere l’immunità per i senatori. Renzi dovrebbe avere più coraggio e portare avanti anche il presidenzialismo”.

Sul testo del governo, invece, interviene l’Ufficio Studi del Senato. Che punta il dito contro l’abolizione dell’immunità per i senatori, che va approfondita “anche alla luce del principio di ragionevolezza”, si legge sul dossier sulle riforme depositato in Commissione ad aprile, quando iniziò il dibattito. Il dossier osserva che il ddl “introduce una non marginale differenziazione” tra deputati e senatori, i quali vengono equiparati ai consiglieri regionali, che oggi non hanno immunità. Palazzo Madama, tuttavia, sembra rimanere – scrivono ancora i tecnici – “organo immediatamente partecipe ‘del potere sovrano dello Stato’” a causa delle funzioni che svolge, come “la partecipazione pur limitata al procedimento legislativo ordinario” e la partecipazione paritaria alla funzione legislativa costituzionale a differenza dei consiglieri regionali. Insomma, conclude il dossier, se si ritiene che l’assemblea di Palazzo Madama continui ad esercitare un potere sovrano dello Stato, “l’equiparazione dei suoi componenti, in tema di prerogative, ai componenti dei consigli regionali potrebbe ritenersi da approfondire, anche alla luce del principio di ragionevolezza“.

Secondo problema: i senatori a vita. Il ddl del governo, scrivono i tecnici, “conferma che il Presidente della Repubblica, dopo la cessazione del mandato, diviene Senatore di diritto e a vita” e in questo caso per lui si determinerebbe “una riduzione delle prerogative sulla libertà personale e sulle comunicazioni”. L’esclusione dell’immunità, nel ddl Boschi-Renzi, riguarda tutti “i senatori, siano essi ordinari o, come nel caso dell’ex Presidente della Repubblica, di diritto e a vita”. E “tale ‘reductio’ potrebbe ritenersi propria anche dei senatori a vita attualmente in carica, a meno che il permanere nella stessa carica non si intenda in modo comprensivo del medesimo status“. Tradotto: l’abrogazione dell’immunità nel Senato che verrà vale anche per i senatori a vita attualmente in carica?

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Brasile, Frana Favela di Mae Luisa











Una voragine enorme si è aperta in una favela a pochi chilometri dallo stadio di Natal in cui giocheranno l'Italia e l'Uruguay, per la terza sfida del girone a punti del mondiale di calcio.

Trapelano alcune indiscrezioni di preoccupazione per il regolare svolgimento della gara, ma non ci sono comunicati ufficiali che ne smentiscono il rinvio.







La zona a ridosso dei quartieri benestanti è stata evacuata poiché la voragine ha inghiottito case e automobili.
La terra è stata letteralmente risucchiata su se stessa nella favela di Mae Luisa dopo le forti piogge dei giorni scorsi, ma il cratere profondo una quindicina di metri si è andato allargando.

Forse un segno del destino che accende i riflettori su una delle grandi vergogne del Brasile, in cui milioni di persone vivono in baracche senza alcun servizio di prima necessità, proprio a ridosso di lussuosi grattacieli di altri cittadini benestanti.

Il Brasile ha di fatto investito miliardi di dollari per le partite, soldi con i quali poteva per sempre risolvere il problema della disperazione di questi diseredati che affollano le periferie delle grandi metropoli carioca.

Attenti italiani, questo ci aspetta se andremo avanti di questo passo.


Grano Contaminato Dall'Ucraina





“Un carico di granoturco ucraino contaminato da diossina, sostanza altamente tossica e cancerogena. Oltre ventimila tonnellate di mais arrivate a marzo al porto di Ravenna destinate ai mangimifici e agli allevamenti italiani, rintracciate e bloccate”.

È la denuncia che arriva dal sito d’informazione PeaceLink, e che trova conferma in ambienti sanitari e al ministero della Salute. Secondo quanto appreso dal fattoquotidiano.it, l’11 giungo, infatti, l’Ausl della Romagna ha attivato il sistema di allerta rapido, denominato rasff, per una partita di grano con un livello di sostanze dannose pari a circa quattro volte i limiti di legge. Una procedura che comporta l’immediato blocco delle merci e degli alimenti, uova, carne e latte, provenienti da animali a rischio. Così da ridurre al minimo il pericolo per i consumatori.

“È un fatto molto grave, perché bastano poche settimane per contaminare un animale” è il commento di Alessandro Marescotti, presidente di PaeceLink, che il 19 giungo ha mandato un appello al governo per fare chiarezza sulla vicenda e sulla reale dimensione del rischio. Ricostruendo il percorso del grano intossicato, si scopre che la nave, denominata Tarik-3, parte a inizio marzo da Illychevsk, uno dei principali snodi portuali di quella che spesso viene soprannominata “il granaio d’Europa”, ossia l’Ucraina. Basti pensare che solo a Ravenna, fulcro commerciale di tutti gli arrivi dall’est, lo sbarco di merci secche e materie prime agricole sono in rapido e costante aumento (+59%), più di tutti gli altri prodotti, proprio grazie alle consistenti importazioni di mais ucraino. Sulla nave Tarik-3 ci sono poco più che 26 mila tonnellate (di cui 20 mila commercializzabili) di grano a uso zootecnico. Sono destinati all’Italia, alla Grecia e al Montenegro. Passa la frontiera e arriva a Ravenna, dove il 5 marzo cominciano le operazioni di sbarco, che termineranno 6 giorni dopo. A giungo poi il carico, esportato da una società svizzera e comprato da una srl di Ravenna, viene smistato in due magazzini, mettendo in moto 900 camion.

Ma a quel punto i monitoraggi del servizio sanitario locale sono già partiti. Il 15 maggio infatti viene prelevato un campione di circa 30 tonnellate di grano e finisce nei laboratori della sede bolognese dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna. Lì vengono avviate le analisi. E i risultati evidenziano un livello di intossicazione parecchio superiore ai valori minimi consentiti. Entrando nello specifico, si tratta di 2,92 nanogrammi di diossine e furani per chilogrammo, contro un limite fissato a 0,75.

Da qui l’attivazione del sistema di allerta comunitario (Rapid alert system for food and feed), che consente di notificare in tempo reale i rischi per la salute pubblica legati ad alimenti, mangimi e materie prime, e permette di informare tutti gli stati membri. Nel caso del granoturco ucraino il grado di rischio è elevato: viene classificato come “allerta,” che è il livello massimo. Detto in altre parole, significa che il prodotto comporta un grosso pericolo per la salute del consumatore, perché è già in commercio e già nel circuito degli allevamenti. Per questo ora il carico, rintracciato e bloccato, non può essere diffuso, né venduto. E non è escluso che, nei prossimi giorni, le analisi sul mais ucraino realizzate dall’Ausl arrivino anche sul tavolo della Procura.

“Servono controlli obbligatori e verifiche più stringenti” spiega ancora Marescotti. “Noi da tempo parliamo della necessità di creare un marchio Dioxin free, proprio come quello Ogm free. Darebbe la possibilità alle aziende di certificare i propri prodotti come liberi da diossina, che è una sostanza cancerogena, trasmissibile da madre a figli, e che entra nel nostro corpo quasi esclusivamente con l’alimentazione”.

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sabato 21 giugno 2014

In Arrivo Mini Turbina Eolica Domestica





Si chiama Liam F1 la miniturbina eolica domestica. Ideata dalla the Archimedes, società con sede a Rotterdam, pensata per dare la possibilità di generare energia eolica privatamente in abitazioni e palazzi.
La turbina ha una capacità di conversione all'80%, mentre la media di conversione delle turbine tradizionali va dal 25 al 50%. Fatttore, questo, che sarebbe dovuto alla particolare forma che si basa sulla conchiglia nautilus, così da avere la minima resistenza meccanica e girare molto liberamente e silenziosamente.

Ha dimensioni contenute (con un diametro di circa 1,5 m.) e può garantire una produzione media di energia tra i 300 e i 2.500 KW l'anno, che varia a seconda della velocità del vento e dell'altezza del tetto.
Liam F1 può essere installata da sola (una o più turbine) o abbinata ad un impianto solare, per differenziare i sistemi di produzione.
La turbina è in vendita ad un prezzo di 3.999 euro, e presto sarà disponibile anche una versione ridotta.

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venerdì 20 giugno 2014

Non Abbiate Paura




La crisi economica e tutte le sue conseguenze, stanno creando un clima di paura e di incertezza nella popolazione dei paesi colpiti, tra cui l'Italia.
Di fronte a questi costanti timori, la forza di opposizione cala drasticamente e ogni elemosina del governo elargita per alleviare la sofferenza di consumo è vista come un segno di benevolenza (a volte bastano persino 80 euro).

La dipendenza dal padre-padrone politicante, in tali casi, aumenta e le tasse non fanno più male, la non-democrazia non viene più temuta, ma anzi finisce per essere percepita come un bisogno necessario, ovvero la cura stessa.

Nasce una massa di milioni di cittadini narcotizzati e subdolizzati da un nuovo tipo di regime dittatoriale, strutturato senza armi e senza dittatore, che reprime con l'arma del terrore mediante la propaganda del disastro.

Tutti possono essere "liberi consumatori" in un sistema aperto e globale, tutti devono di fatto consumare in base al loro reddito.
I ricchi sono in dovere di consumare le grandi firme e pagarle caramente, la classe media deve consumare da uomo qualunque, un pó giù un pó su, in base alla sua momentanea disponibilità, ma i poveri, loro, devono consumare nei discount creati apposta, perché ne hanno diritto. Tutti hanno il sacrosanto diritto a consumare, in base al loro reddito. Nasce la democrazia del diritto al consumo, quella che stiamo vivendo o semplicemente subendo.

L'unica cosa che non bisogna fare, per loro, che dall 'alto ci controllano, è non risparmiare!
Il risparmio non produce e chi non produce, viene tagliato fuori dalla competitività.

Crisi, disoccupazione e incertezza del presente, portano il cittadino a doversi riconquistare la libertà del fare le cose più comuni. E mentre serpeggia un dolore mentale di immobilismo, la propaganda dei media si muove in base alle esigenze, per orientare il consumatore e fruitore del messaggio, con input a volte positivi, altre volte negativi.

L'amarezza regna sovrana, ora che abbiamo osservato in diretta la macchina di regime lavorare durante le ultime elezioni europee.

Questa volta la "scienza del cospirazionismo" ha potuto davvero provare in maniera galileiana le meccaniche della propaganda, agire indisturbate.
Il compito è stato più arduo, a causa di folle oceaniche riunitesi a Milano, Torino, Napoli, Roma, grazie al Movimento Cinque Stelle.

Hanno dovuto pompare gli strumenti al massimo, notte e giorno, senza sosta, ma alla fine, ce l'hanno fatta.

La meccanica della propaganda, questa volta, l'avete potuta osservare tutti, tutti avete visto i sagaci mentitori di professione, fare il loro show TV raccontando falsità e promettere cose che non si sono avverate e mai avverranno.

Avete visto tutti un uomo invadere ogni programma televisivo, in ogni fascia oraria e prendere quasi il 41% del consenso!
Siete stati tutti testimoni delle sue parole, delle sue promesse e sapete tutti che sono le stesse recitate da altri che lo hanno preceduto, in tempi in cui, nessuno o quasi, veniva a tormentare la vostra coscienza.

Ma so che lo avete votato per paura, quella maledetta paura di cambiare, perché ve lo ha detto la tv, lo hanno scritto i giornali e ve lo hanno insegnato a scuola.

Se sbagli a votare puoi creare un nuovo dittatore!!!

La paura di creare un dittatore, vi ha portato a votare una dittatura silenziosa, che vi ha inchiodato, pur sfruttando la legge, ad altri anni di fallimento, con ad altri scandali come l'EXPO, come il MOSE e presto come il TAV in Val di Susa o l'interminabile Autostrada Salerno Reggio Calabria e mettiamoci pure l'inesistente Ponte Sullo Stretto di Messina.

Se continuare a votare la persona o il partito, sperando che uno cambi l'altro e viceversa, farete come hanno i vostri genitori votando la DC, avremo una terza, quarta Tangentopoli e continueremo a vedere sfilze di indagati, inquisiti e condonati.

Voi siete il destino della nazione e riuscitete ad esercitare questo potere, soltanto se vi toglierete di dosso la paura di cambiare.

Non abbiate PAURA!!!



Prove Tecniche Di Teletrasporto


Un gruppo di ricerca olandese ha fatto il primo passo verso il teletrasporto dell’informazione, sfruttando la fisica quantistica. La distanza coperta è di tre metri, e costituisce un record senza precedenti. I risultati su Science


“Energia!” era l’ordine lanciato dai personaggi di Star Trek per dare il via libera al teletrasporto. E così gli ufficiali della nave stellare Enterprise potevano viaggiare agilmente da un punto all'altro del cosmo, smaterializzandosi dopo essere stati investiti in pieno da un fascio di luce, l’energia, appunto.

Quanto c’è di scientifico in questo famoso immaginario? Più di quanto potremmo pensare. Fin dagli anni ’90, il teletrasporto è stato oggetto di riflessione della teoria “assurda” per eccellenza: la fisica quantistica, che mettendo in crisi i pilastri della meccanica classica si è spinta verso scenari prima inconcepibili. Tra cui i viaggi nel tempo e nello spazio.

Oggi potrebbe essere proprio la fisica quantistica a fornire la chiave per passare dalla fantascienza alla realtà. In Olanda un gruppo di ricercatori ha dimostrato che almeno un tipo di teletrasporto è possibile: quello dell’informazione. E non esclude di poterlo estendere anche a oggetti fisici, compreso – perché no – l’uomo.

Lo ha detto Ronald Hanson, professore della Delft University of Technology e co-autore dello studio: “Abbiamo teletrasportato lo stato di una particella. Se pensiamo che noi non siamo altro che un insieme di atomi tenuti insieme in modo particolare, allora in linea di principio dovrebbe essere possibile teletrasportarci da un posto all'altro” ha detto durante un’intervista al Telegraph. “Nella pratica è estremamente improbabile, ma dire che non potrà mai avvenire è pericoloso: non esistono leggi fondamentali della fisica che lo impediscono.”

In base a questa analisi, la vera impresa era quindi iniziare a teletrasportare una singola particella: e i fisici dell’Università di Delft ci sono riusciti.

Per capire come, facciamo un passo indietro. In fisica quantistica esiste un particolare fenomeno chiamato entanglement, che è alla base di uno dei più grandi paradossi del mondo subatomico: il potersi trovare contemporaneamente in due stati diversi, come accade ad esempio al famoso gatto di Schrödinger. 
In pratica le particelle quantistiche, tra loro molto simili, sotto particolari condizioni possono diventare completamente indistinguibili; possono cioè essere “entangled”, letteralmente “aggrovigliate”, occupando allo stesso tempo stati quantistici differenti.

Balza subito all'occhio la somiglianza, almeno teorica, di questo fenomeno con il teletrasporto. E infatti proprio da qui è nato il teletrasporto quantistico, tecnica che coinvolge principalmente l’entanglement e che inizialmente è stata applicata all'informatica. L’idea era sfruttare gli stati sovrapposti delle particelle per far viaggiare l’informazione tra computer in modo infinitamente più rapido e sicuro.

Ora il gruppo di Hanson ha fatto esattamente questo: utilizzando due chip preziosissimi (costituiti da diamanti conservati nell'elio liquido), i ricercatori sono riusciti a teletrasportare informazioni quantistiche su una distanza di tre metri.

I risultati dell’esperimento, pubblicati su Science, potrebbero costituire una svolta per la progettazione dei computer quantistici, macchine per ora ancora solo teoriche che sfrutterebbero la fisica quantistica per comunicare tra loro. Ecco quindi che il teletrasporto passa per l’informazione: prima di viaggiare istantaneamente da un luogo all'altro, dovremo essere in grado di far viaggiare i nostri messaggi.






La Tisana Dei Monaci Buddisti


Questa e' la qualità' della Tisana Dei Monaci, diffidate delle imitazioni visto che ce ne sono tante in rete, la vera tisana dei monaci viene consegnata in buste sigillate per conservare la freschezza come si vede qui a canto ed ogni busta contiene 250 grammi, utili per 20-30 giorni di trattamento, poiché' per ogni infuso in tazza devono essere utilizzati 4-5 grammi di prodotto equivalenti a 1 cucchiaio da tavola pieno; utilizzarne meno quantità' vanifica gli effetti della Tisana.


Avete Mai Visto un Monaco Buddista in Sovrappeso?

Perché i monaci buddisti sono tutti magri ed in salute? Perché non abbiamo mai visto un monaco buddista in sovrappeso? In oriente è conosciuto fin da tempi antichi che i monaci bevono quotidianamente una tisana allo scopo di mantenere la loro forma fisica e spirituale. A volte questi monaci pregano per ore, per giorni, senza sosta se non per bere la loro tisana. Essi riconoscono a questa tisana delle proprietà che non hanno nulla di miracoloso, ma che aiutano il corpo a purificarsi e quindi a disintossicarsi e ad espellere le tossine, i grassi, il colesterolo assunti durante la giornata.

La Storia della Tisana dei Monaci Buddisti

I primi accenni a questa tisana si trovano su degli scritti del XI secolo, citata come ‘la preziosa bevanda’, ma è certo che fin da tempi più antichi se ne conoscesse l'uso. La divulgazione è alquanto recente e circoscritta all'Asia centro meridionale, questo è certamente dovuto alla vita reclusa che i monaci hanno condotto fino a tempi molto recenti ed in maniera minore continuano a svolgere. Inoltre i Monaci Buddisti, che apprendono l'uso e la preparazione della tisana solo durante il loro periodo di insegnamento che avviene nei loro monasteri, situati lontano da centri abitati, sono gelosi dei loro segreti e non sono abituati a divulgare le loro conoscenze.
Quello che è certo, in tempi recenti, tutti i capi di stato orientali, sui quali c'e' una consistente letteratura pubblicata, sono abituati a prendere dei lunghi tempi di ristoro in alcuni monasteri situati nel centro della Cina, dove seguono per un breve periodo lo stile di vita dei monaci e ne seguono anche le abitudini alimentari bevendo la loro tisana molto frequentemente.

Cosa Contiene la Tisana dei Monaci Buddisti?

La tisana contiene un mix di erbe, vegetali e pezzi di frutta, combinato con sapienza per aumentare le proprietà già conosciute di ogni ingrediente. Gli ingredienti principali sono: tulsi, citronella, aloe vera, antiossidanti sulfur dioxide, te verde, erbe aromatiche, petali di fiordaliso.
La Tisana ha un gusto molto piacevole e leggermente zuccherino, cosa che la rende molto piacevole. Gli ingredienti oltre ad avere un mix di proprietà davvero unico, offrono al corpo un insieme di vitamine, antiossidanti, altamente nutrienti e rigeneranti.

Perché viene usata per Perdere Peso?

Verso il IV secolo d.C. alcuni insegnamenti sulla medicina furono raccolti in una serie di testi redatti in lingua sanscrita e noti con il nome di “Quattro Tantra” che furono portati in Tibet durante il regno del re Trisong Deutsen (730-786 d. C.). Questo monarca, con l’aiuto del medico tibetano Yuthog Yonten Gonpo riuniì alla sua corte un gran numero di medici provenienti da differenti Paesi (India, Cina, Nepal, Persia, Grecia ed altri ancora) allo scopo di redigere un manuale di medicina per i Buddisti.
Il risultato di questa consulta e del lavoro comune che ne seguì, fu la creazione di un organico complesso di insegnamenti medici le cui componenti teoriche furono condensate da Yuthog Yonten Gonpo nell'opera Gyud Shi (scritta in lingua tibetana), che è considerato il mantra della medicina buddista.
Come elemento fondamentale pone il bere la Tisana almeno 3 volte al dì per preservare la purezza del corpo ed espellere le energie negative accumulate dall’imperfetto fisico terreno a contatto con le impurità della terra (= il cibo, le energie negative, le emozioni), energie che altrimenti corroderebbero il corpo lasciandolo invecchiare in maniera veloce.

La Tisana ha sempre avuto la funzione di Bruciare Grassi e Tossine e mantenere il corpo in forma carico di energia e pronto allo sforzo fisico.

Come risultato ancora oggi i monaci buddisti bevono questa tisana quotidianamente, che forse non ha nulla di sacro, ma è sicuramente uno dei tesori che hanno mantenuto segreti per lungo tempo. Alcuni di questi monaci sono noti per vivere ben oltre i cento anni e per essere così in forma da praticare attività Yoga o Arti marziali ben oltre i 60 anni.

Quali sono gli Effetti?

Gli effetti dichiarati dai monaci sono: Disintossicare il Corpo dalle impurità, bruciare i grassi, fornire nutrimenti fondamentali a proseguire l'attività giornaliera, effetto energizzante. E’ noto che i monaci buddisti, oltre alla preghiera trascorrono molte ore facendo attività fisica, lavorando, facendo arti marziali, da dove prendono queste energie durante i loro periodi di digiuno? Bevono quotidianamente la tisana per rinvigorire il corpo, tenerlo in forma ed in attività, che per loro ha una forte valenza religiosa quale tempio del loro spirito.

Come si Prepara?
E’ molto semplice preparare la Tisana, basta metterla in acqua appena bollita per circa 3 minuti. La Tisana può essere bevuta FREDDA; mantiene tutte le sue proprietà ed il gusto inalterato.

Come Ottenere la Tisana dei Monaci Buddisti?

E’ possibile ordinare la TISANADEI MONACI BUDDISTI direttamente da questo sito web, in contrassegno. Siamo importatori diretti della Tisana e quindi non ci sono altri passaggi intermedi.

Lo smartphone di Amazon: schermo 3D e visione intelligente










Dopo un sacco di indiscrezioni, voci e speculazioni è arrivato: il primo telefonino di Jeff Bezos, papà di Amazon.

Si chiama FirePhone ed è, finalmente, qualcosa di diverso.
Già, perché non è solo potente: monta un processore Quad Core da 2.2 GigaHertz e 2 GB di ram, roba da notebook di buon livello, ma presente già anche su altri smartphone;
non solo monta un sistema operativo Android customizzato (come il Kindle);
non solo ha una fotocamera da 13 megapixel e uno schermo da 4,7 pollici (un po’ di più dell’iPhone);
il FirePhone ha soprattutto una “funzionalità 3D” e questa è la vera novità. Ma che significa?
Le prime immagini del FirePhone
Apri per vedere le foto

A quanto si è capito, il FirePhone è dotato di 4 telecamere a basso consumo poste nei pressi dei 4 angoli della parte frontale dello smartphone. Grazie alle immagini raccolte e a un sistema di triangolazioni, il telefonino riconosce dove si trovana la testa del proprietario (e di conseguenza lo sguardo) e adatta la prospettiva di quanto mostrato sullo schermo in modo da assicurare una visione in 3D. Il sistema, chiamato in genere "head tracking" (tracciamento della posizione della testa) dovrebbe essere una versione avanzata della simulazione 3D dell'iPhone5, che sfrutta il giroscopio all'interno del telefonino.

Il mondo visto da Amazon
In più, il FirePhone può “guardare” il mondo anche meglio dei Google Glass: secondo il racconto dell’anfitrione Bezos, FirePhone sarà in grado di riconoscere in modo nativo, senza la necessità di app particolari, circa 100 milioni di oggetti: cd, dvd, ma anche film guardati in diretta, monumenti, opere d’arte, locandine e cartine di metropolitana. Un istante e potrà fornire contenuti aggiuntivi (per esempio le informazioni di wikipedia se puntate la telecamera sul Duomo di Milano) o far ascoltare la musica del cd inquadrato direttamente dalla libreria Amazon (con buona pace dei negozianti, posto che ce ne siano ancora).

Prezzo e disponibilità, per ora, sono un mistero. Copiando la mossa di Apple nel 2007, sembra che Amazon voglia rendere disponibile il proprio FirePhone inizialmente solo ad AT&T, il colosso delle telecom Usa. Nel piatto, forse, un contratto di esclusiva che permetterebbe agli utenti del FirePhone di non erodere i GB della propria tariffa quando scaricano materiale da Amazon. Per la serie, purché resti a casa mia… La stessa scelta di Google, quando si tratta di creare documenti su Google Drive.

Memoria illimitata e a prova di imbranati.
Insomma, Bezos si lascia ispirare dagli avversari: lo ha fatto anche ora, annunciando la possibilità di stoccare foto senza limiti nella cloud di Amazon. A patto di scattarle proprio col nuovissimo FirePhone.
L'attenzione per i propri clienti è la forza di Amazon e lo si vede in un'altra novità offerta sul telefonino: il servizio di supporto online Myday. Gratuitamente e 24 ore su 24, cliccando sull'icona di Myday si viene messi in collegamento telefonico via rete con il servizio clienti. La video chat con il tecnico di solito parte in 15 secondi (così avviene nei kindle fire che già sono dotati di questa tecnologia) e il servizio clienti, oltre a spiegare come utilizzare il telefono è in grado di prendere il controllo dello schermo e far vedere - in diretta - come fare le cose.
Fonte





Poltrone, Scaroni verso vicepresidenza della banca di investimento Rothschild







Paolo Scaroni approda a sorpresa alla vicepresidenza della banca di investimento Rothschild, ex consulente di Eni.

Lo scrive il Financial Times, spiegando che l’ex ad del Cane a Sei Zampe porta con sé “una serie di contatti importanti nel settore energetico a livello mondiale e in Italia, motivo per cui è visto come un potente apripista per la banca”. E dire che l’8 maggio, giorno dell’ultima assemblea degli azionisti del gruppo petrolifero, il manager uscente sembrava non avere le idee chiare sul proprio futuro. “Ora mi riposo”, aveva detto ai giornalisti dopo aver incassato con soddisfazione la bocciatura, da parte dei soci, della “clausola di onorabilità” per i vertici delle aziende pubbliche.

Norma che il Scaroni, fresco di condanna per i danni ambientali causati dalla centrale di Porto Tolle per via del suo precedente ruolo al vertice di Enel, puntava a dribblare per ottenere il quarto mandato da ad. Sfumata quella possibilità con la nomina di Claudio Descalzi, per il 67enne Scaroni, interdetto tra l’altro per cinque anni dai pubblici uffici, la strada appariva in salita.

Invece “grazie agli stretti rapporti con il presidente David de Rotschild“ per il manager si aprono le porte della investment bank britannica. Una mossa “insolita”, sottolinea il quotidiano economico-finanziario londinese, perché l’istituto è noto per il basso profilo e lo “scarso appetito per i grandi nomi”. E anche alla luce della condanna e del suo coinvolgimento nelle indagini sulle tangenti pagate dal gruppo in Algeria. ”Non usuale”, poi, il passaggio “di un industriale nel mondo bancario”. Scaroni, sentito dal Ft, l’ha spiegato così: “L’unico modo per ringiovanire è cambiare”. Da quando assumerà l’incarico, sarà a Londra per due o tre giorni la settimana.

Rothschild ha svolto il ruolo di consulente per Eni in diverse operazioni: dalla cessione di Italgas a Snam Rete Gas all’acquisizione dell’inglese Burren Energy. Ma Scaroni e il discendente della dinastia Rothschild hanno anche lavorato fianco a fianco nel board della banca olandese Abn Amro nell’estate del 2008, quando fu discussa la maxi operazione con Royal Bank of Scotland, Fortis e Santander. Il risultato di quei mesi di lavoro fu l’acquisizione per 70 miliardi di euro dell’istituto di credito di Amsterdam da parte del consorzio. Un’operazione finita malissimo, ricorda il Ft, con il “collasso” di Rbs e Fortis. Ma “nonostante ciò, Scaroni è orgoglioso dell’accordo che ha contribuito a siglare”.

a cura della redazione de Il Fatto Quotidiano


giovedì 19 giugno 2014

Fusione Nucleare "Low Cost"








Un progetto privato di fusione nucleare a basso costo cerca nuovi investitori. Sul piatto, un sistema di confinamento del plasma ad alta pressione che sembra funzionare, secondo una ricerca a cui ha partecipato anche l’italiano Giovanni Lapenta, professore all’Università Cattolica di Leuven, in Belgio.

Molti ritengono che riuscendo a controllare la fusione termonucleare, lo stesso matrimonio atomico che fa ardere il sole e l’altre stelle, si risolverebbero la maggior parte dei problemi energetici dell’umanità, senza sporcare ulteriormente il pianeta. Tuttavia la strada per arrivare a tale risultato sembra ancora lunghissima e costosa. Per esempio, il grande reattore sperimentale del progetto internazionale ITER costerà non meno di 15 miliardi di euro e sarà pienamente operativo attorno al 2030.

La fusione nucleare richiede temperature elevatissime (milioni di gradi) del plasma, che deve essere perciò “confinato”. Per ITER il confinamento del plasma sarà ottenuto in un campo magnetico all'interno di una macchina denominata Tokamak, ma sono possibili ed esistono altri metodi. Uno di cui si sa abbastanza poco è la fusione Polywell, un nome che deriva dall'unione delle parole “poliedro” e “buca di potenziale” (potential well). La tecnologia, molto più economica delle altre, è stata sviluppata dalla EMC2 Fusion Development Corp, una ditta statunitense finora piuttosto defilata dai riflettori a causa di clausole di segretezza imposte dal suo principale finanziatore, la Marina militare americana, che ha investito nel progetto una dozzina di milioni di dollari. Ora però il flusso di denaro si è interrotto e l’azienda scopre le sue carte in cerca di nuovi investitori, proponendo un programma di ricerca triennale da 30 milioni di dollari per verificare se la tecnologia Polywell sia, o meno, la strada più rapida per ottenere a prezzo conveniente energia da fusione nucleare.

“L’obbiettivo è quello di ottenere un insieme di dati concreti che ci permettano di decidere se, quando e come potremo costruire un dispositivo a fusione”, ha dichiarato in proposito alla NBC News, Jaeyoung Park, il presidente e capo della ricerca della EMC2 Fusion. Park e soci non hanno mai ottenuto energia da fusione nucleare Polywell, ma ritengono di essere sulla buona strada. Con il loro dispositivo sperimentale WB-8 sono infatti riusciti a validare l’effetto di confinamento Wiffle-Ball, così chiamato perché la forma che assume il campo magnetico prodotto dal reattore assomiglia a una palla di plastica perforata, usata negli USA per l’omonimo sport.

Questo è uno degli aspetti meno “ortodossi” della tecnologia e dei fattori chiave per il suo eventuale successo. I dispositivi Wiffle-Ball possono spingere il confinamento fino a valori di pressioni irraggiungibili da apparecchi come ITER, permettendo in teoria di progettare reattori molto compatti e meglio controllabili. Proprio l’effetto di confinamento ad alta pressione è descritto nell'articolo scientifico pubblicato in anteprima su ArXiv con primo firmatario Park. Alla ricerca ha partecipato anche un italiano, Giovanni Lapenta, professore di Space Weather all'Università Cattolica di Leuven, in Belgio.

“Il mio coinvolgimento”, ha spiegato Lapenta a Media INAF, “è stato quello di fornire parte del contributo teorico sulla fisica dell’esperimento e la gran parte del supporto di simulazione su super-computer. Abbiamo infatti sviluppato un metodo e condotto svariate simulazioni dei processi poi confermati nell'esperimento. In particolare, abbiamo sviluppato la prima simulazione mai prodotta dell’effetto che conduce a quella che viene chiamata Wiffle-Ball, che poi l’esperimento ha realmente osservato. Il lavoro procede ancora e speriamo presto di pubblicare un articolo specifico sulla parte teorica.”

Non è possibile sapere a questo punto se un reattore Polywell funzionante sarà mai costruito, però è interessante appuntarsi, a futura memoria, un paio di dati propagandati della EMC2 Fusion. Un generatore da 100 Mega Watt risulterebbe delle dimensioni di un cubo di 3 metri di lato e un primo prototipo costerebbe “soltanto” 350 milioni di dollari, che scenderebbero a 200 milioni con la produzione in serie. Non male per un’energia pulita.

di Stefano Parisini